Militarizzare la società o costruire la Pace?

Pubblicato il 18 Giugno 2026

Redazione

Webinar di approfondimento sulla riforma Crosetto e sull’alternativa nonviolenta
Le analisi e le proposte della Rete Italiana Pace e Disarmo

📅 Venerdì 19 giugno – ore 16:00

📺 In diretta sui canali social della RIPD (YouTube e Facebook)

La Rete Italiana Pace e Disarmo presenta in diretta il proprio documento di analisi sulla riforma dello strumento militare promossa dal Ministro Crosetto. Aumentare spese militari e numero di soldati, o investire in difesa civile e nonviolenta? Ne discutiamo insieme, illustrando rischi della riforma e proposte alternative per costruire sicurezza e Pace positiva.

Con Laura Milani (Presidente CNESC), Mao Valpiana (Presidente Movimento Nonviolento) e Alfio Nicotra (Coordinatore Esecutivo RIPD)

Si reintroduce la leva obbligatoria? È la domanda sbagliata. I disegni di legge per la riforma dello strumento militare non riportano l’Italia alla coscrizione del Novecento, ma disegnano qualcosa di più profondo: uno Stato sempre più predisposto a fare della guerra una possibilità permanente e organizzata.

Nel webinar approfondiremo i punti chiave dell’analisi della Rete:

  • la costruzione di una forza militare “multilivello”, con riserve operativa, territoriale e specialistica che attinge soprattutto dai giovani, e l’ipotesi di oltre 42 mila unità aggiuntive entro il 2033;
  • il passaggio verso una “warfare society”, con un “ecosistema di convenienza” fatto di compensi, premi e decontribuzioni, e una presenza crescente delle Forze Armate nella scuola e nell’università;
  • i costi strutturali stimati in circa 7-8 miliardi di euro annui aggiuntivi, a scapito di ambiente, lavoro, sanità, istruzione e welfare;
  • lo spostamento dal “controllo democratico” alla “disponibilità operativa continua”, con centralizzazione del comando e indebolimento del ruolo del Parlamento.

A questa logica la Rete contrappone un’alternativa concreta: prevenzione e mediazione nonviolenta dei conflitti, diplomazia ancorata al Diritto Internazionale, Corpi Civili di Pace e protezione delle persone. Un’alternativa già scritta nella Costituzione (articoli 11 e 52) e tradotta nella legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile” (promossa insieme a CNESC e Sbilanciamoci! ) di cui è in corso la raccolta firme.

La domanda decisiva non è quante riserve mobilitare, ma quale idea di sicurezza vogliamo costruire per il futuro dell’Italia e dell’Europa.

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