Guerra in Iran: Appello Congiunto degli Obiettori di Coscienza e Renitenti alla Leva in Turchia, Cipro, Grecia e Israele

Pubblicato il 10 Marzo 2026

No alla Guerra in Iran

Il Movimento Nonviolento rilancia e sostiene l’appello unitario alla pace in Medio Oriente delle sezioni EBCO e WRI di Turchia, Cipro, Grecia e Israele. 

09.03.2026

Noi, le voci contro la guerra da Turchia, Cipro, Grecia e Israele, leviamo un grido comune contro gli attacchi attualmente in corso in Iran e il conflitto in espansione. Questo non è un appello per il potere degli stati e gli eserciti, ma per la libertà dei popoli stessi.

Ogni nuovo assalto, ogni nuovo fronte, implica un pericolo maggiore per i civili in tutta la regione. Sotto ai bombardamenti, le sirene e le evacuazioni forzate, la popolazione fatica anche solo a sopravvivere. Con l’espandersi della geografia della guerra, lo spazio per la pace, la libertà d’espressione e la democrazia si riduce.

La guerra si insinua non solo sui campi di battaglia, ma anche su ogni aspetto della vita quotidiana. Il collasso dell’economia, le divisioni sociali, l’aumento dell’inquinamento e un clima di terrore permanente sono le catene invisibili che il militarismo impone sulle società. Noi rifiutiamo queste catene.

Gli attacchi contro l’Iran rischiano di innescare un incendio che inghiottirà l’intero Medio Oriente. Dal Libano a Cipro, dal Golfo alla Turchia, questa guerra minaccia il futuro comune di tutti i popoli. La pace non è una necessità solo per l’Iran – è una necessità per l’intera regione.

Questa solidarietà è un appello alla pace che oltrepassa le frontiere. La sicurezza delle popolazioni non scaturisce dalle politiche di guerra dei governi, ma dalla propria organizzazione, discussione e supporto reciproco. Gli stati fabbricano la guerra, le persone difendono la vita.

Noi ripudiamo ogni riproduzione della violenza, e lottiamo per rafforzare la sicurezza sociale e la stabilità. Le politiche di guerra minano le condizioni/la qualità di vita delle società, mentre le soluzioni votate alla pace ampliano la libertà, sostengono la vita e rafforzano la solidarietà. L’occupazione e le aggressioni possono solo generare nuove crisi; la pace garantisce il futuro comune dei popoli.

Oggi, la voce che leviamo è un appello a salvaguardare il futuro. Espandiamo le geografie di pace, non di guerra. Il futuro comune dei popoli non deve essere costruito all’ombra delle armi, ma tramite la libera scelta delle stesse comunità.

Obiezione di coscienza e renitenza alla leva per la pace!

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