“Un’altra difesa è possibile”: ancora 7 giorni per firmare la legge sulla difesa nonviolenta, obiettivo già al 70%

Pubblicato il 10 Settembre 2026

Redazione

Superato il 70% dell’obiettivo, con circa il 20% delle firme raccolto nella sola ultima settimana: mancano poche migliaia di sottoscrizioni per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare sulla Difesa civile non armata e nonviolenta. L’accelerazione rende ottimisti, ma per farcela occorre rafforzare la raccolta negli ultimi giorni. L’appello è uno solo: firmare e far firmare tutti coloro che hanno a cuore Pace, Disarmo, Nonviolenza.

Ce la stiamo facendo. A sette giorni dalla chiusura della raccolta firme, la campagna “Un’altra difesa è possibile” ha superato il 70% dell’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per presentare al Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta. Mancano davvero poche migliaia di sottoscrizioni, e il ritmo con cui arrivano è in netta accelerazione.

A far ben sperare è soprattutto la dinamica di questi giorni: nella sola ultima settimana è stato raccolto circa il 20% del totale delle firme, un balzo che rende il traguardo concretamente raggiungibile. Ma proprio questa crescita ci dice che l’obiettivo non è ancora al sicuro: per raggiungerlo serve rafforzare la raccolta nell’ultima settimana, moltiplicando firme e passaparola nei giorni che restano. L’ottimismo è fondato, ma dipende da ciò che facciamo adesso.

A fare la differenza è stata la mobilitazione delle reti promotrici (Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC) e Sbilanciamoci!) con tutte le loro organizzazioni aderenti e insieme alle tante adesioni di testimonial del mondo della cultura, dell’informazione, della politica e del terzo settore, che hanno prestato il loro volto e la loro voce con la formula «Anch’io ho firmato: e tu?». Per questo serve intensificare la diffusione di una proposta concreta, efficace e realizzabile all’interno del quadro costituzionale.

Il risultato più importante è già stato raggiunto

In questi mesi la campagna ha fatto quello che sembrava più difficile: portare nel dibattito pubblico una forma alternativa di difesa e mettere sul tavolo delle proposte a opinione pubblica e politica una strada concreta e percorribile in alternativa al riarmo. Mentre l’Europa spinge sulla spesa militare e i venti di guerra si moltiplicano, “Un’altra difesa è possibile” ha dimostrato che si può parlare di sicurezza in un altro modo: attraverso la prevenzione dei conflitti, la mediazione, la diplomazia dal basso e la cooperazione. E dando così piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione.

È un lavoro di informazione e di diffusione che ha squarciato, almeno in parte, quel velo di militarizzazione che ha dominato il racconto di questi mesi, in cui la campagna non ha avuto tutto il rilancio e l’attenzione che meritava. Chi guadagna dal bellicismo teme queste proposte, perché se conosciute troverebbero ampio consenso: per questo la voce della nonviolenza va alzata, non silenziata.

Cosa chiede la proposta di legge

Il testo prevede l’istituzione di un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio che metta a sistema strumenti già esistenti nell’ordinamento (Servizio Civile universale, Protezione Civile e Corpi Civili di Pace) sotto un’unica strategia orientata alla prevenzione. Prevede inoltre un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo e un Fondo nazionale dedicato, alimentato anche dai proventi dell’opzione fiscale del sei per mille dell’IRPEF. Una risposta costituzionalmente fondata a un principio semplice: smettere di finanziare la guerra per ottenere la pace e iniziare, finalmente, a preparare la pace con mezzi coerenti.

Gli ultimi sette giorni: la spinta finale

Da oggi ai prossimi sette giorni, che concluderanno il periodo formale di sottoscrizione, numerose le iniziative territoriali di informazione, dibattito, raccolta firme promosse dai comitati e dalle reti locali in tutta Italia. Perché

Ad accompagnare questa volata finale è stato diffuso lo spot della campagna, “Un’altra difesa è possibile | Lo spot della campagna: mettici la firma!”, diffuso sui canali social delle Reti promotrici della Campagna. Nel video alcuni volti delle organizzazioni che sostengono la campagna leggono insieme un messaggio corale che invita a firmare: Salvatore Marra (CGIL), Mao Valpiana (Movimento Nonviolento), Tonio Dell’Olio (Pax Christi), Francesca Farruggia (Archivio Disarmo) e Laura Milani (CNESC). Il messaggio è diretto: “ci dicono” che dobbiamo prepararci alla guerra e servono sempre più armi, ma un’altra strada esiste ed è quella di spostare anche solo una parte delle spese militari verso le istituzioni di pace per costruire una difesa civile, non armata e nonviolenta, come prevede la Costituzione.

 

Il traguardo è a portata di mano. Adesso dipende da tutte e tutti noi.

 

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