Che il mito della casa come dolce rifugio degli affetti durante la chiusura per il coronavirus fosse ingenuo o in malafede lo abbiamo ripetuto in molti, tutti quelli che conoscono le ombre dell’ambiente familiare. Se già la convivenza è difficile quando ci sono ragioni per spezzarla – il lavoro, la scuola, le amicizie, gli interessi personali… – nella continuità diventa insopportabile.
Sono giorni di eroismi di cui preferiremmo non avere bisogno. Penso agli omicidi di Willy Monteiro Duarte e di don Roberto Malgesini, uccisi per un atto o una vita di generosità estrema fino al sacrificio di se stessi. Si sono spesi per mettere in salvo le vittime, per fermare la violenza diretta o strutturale che affama i più deboli, per creare un domani diverso.
È ormai alle ultime battute “Girastorie”, il laboratorio di narrazione collettiva a distanza che ho avviato agli inizi di aprile, in pieno lockdown, con ragazzi e ragazze fuori famiglia, o con la sola madre.
La missione di questo insegnamento è di trasmettere non del puro sapere,
ma una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione e di aiutarci a vivere;
essa è nello stesso tempo una maniera di pensare in modo aperto e libero
Edgar Morin - La testa ben fatta
Se in Google Notizie cerco Evan Lo Piccolo, il bimbo di 21 mesi morto di botte a Rosolini il 17 agosto scorso, rintraccio 24.500 risultati. Se digito Gioele e Viviana, con riferimento al bimbo di 4 anni deceduto nello stesso periodo con la mamma, ne rilevo 1.730.000.
Intervista a Gabriella Falcicchio (ricercatrice e docente di Pedagogia dell'Infanzia presso Uniba, referente Movimento Nonviolento Puglia).
Hanno cercato di mettergli le manette a 8 anni, senza riuscirci perché i polsi ci scivolavano dentro, si liberavano da soli. Il fatto è avvenuto nel dicembre 2018 a Key West, in Florida.
Da bambini era in programma anche l’educazione civica. C’era un libro apposito, adatto a pareggiare i tavoli zoppi. Tutti dicevano che era importante però poi si sa, bisogna finire il programma di storia e di letteratura, recuperare i ponti, e quel giro di interrogazioni saltato con le influenze… L’educazione civica restava all’ultimo posto. Talmente tanto che per un po’ è completamente scomparsa.
Non è retorica. Se si vuol fare il pieno di speranza, energia, ottimismo, apertura, si può dare ascolto ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze.
Per ribadire come la penso sulla scuola della cosiddetta “didattica a distanza” (ma che sarebbe più corretto chiamare “didattica dell’assenza“) uso un estratto preso dalla mia introduzione [...]
La pandemia legata al Covid-19 costringe tutti i paesi a riflettere sui propri stili di vita. La coincidenza tra le zone di maggior incidenza del virus con i luoghi di maggiore concentrazione industriale è un elemento molto rilevante. Inoltre, è evidente la migliore capacità di reazione all’emergenza sanitaria mostrata da quelle realtà in cui la sanità pubblica non è stata ridotta o smantellata a favore di strutture private. Sempre facendo paragoni tra contesti simili per densità abitativa, numero di abitanti, territorio. Proprio in queste situazioni, per la possibilità di affrontare diversamente la malattia, si è potuto dedicare tempo e attenzione a settori come la scuola, l’istruzione, la cultura.
Che cos’hanno in comune un frullatore a immersione, una gonna, una conserva di limoni, un asciugamanino da bidet, una tazza e una canzone?
Il 2 giugno ricorda non solo la nascita della Repubblica, ma anche l’elezione dell’Assemblea che scrisse la Costituzione italiana, la Carta fondante del nuovo Stato repubblicano, per la quale i Costituenti scelsero, come diceva Tullio De Mauro, “le parole più trasparenti”, affinché – in un un Paese appena uscito dalla guerra, che contava un numero elevato di analfabeti – il loro significato fosse comprensibile da tutti, senza alcuna ambiguità.
L’oscenità di un corpo bambino intrappolato tra le lamiere è totalizzante. Lo sguardo resta impigliato alle piccole membra di Karim stritolato dal cassonetto degli abiti usati, oppure fugge via.
Domenica mattina, Festa della mamma. Tra poche ore atterra in Italia Silvia Romano e tutti, credo, la stiamo aspettando. Quando queste righe saranno pubblicate ne sapremo di più, ce l’avranno mostrata, probabilmente avrà rilasciato dichiarazioni e interviste.
Che questo non fosse un Paese per giovani era già ampiamente noto, ci sono dati strutturali che lo raccontano da tempo: il nostro Paese – mentre è stabilmente tra le prime quattro potenze dell’Unione Europa in quanto a spesa pubblica militare (dati SIPRI) – è terzultimo in quanto ad occupazione giovanile, penultimo in quanto a numero di laureati ed ultimo in quanto ad investimenti per l’istruzione, in riferimento percentuale alla spesa pubblica (dati Eurostat).
Non so se si può dire. Alla prova dei fatti la didattica a distanza (per i congiunti, DAD) mi si è mostrata con pregi imprevedibili.
In gita al supermercato mi godo il racconto di una cassiera.
In piena quarantena mi chiama un amico educatore, molto caro e molto impegnato, e mi convoca: “I ragazzi senza scuola sono lasciati da soli. Io sono preso dalle videoconferenze con ragazzi, genitori, insegnanti, a volte con intere classi. Non c’è niente che vorresti fare per dare una mano?”.
Che impatto avrà l’isolamento sui bambini "invisibili"? Un decreto subito















