E così a quanto pare la cronaca ci ha consegnato in pochi mesi tre casi di infanticidio avvenuti in famiglia. Scrivo “a quanto pare” perché siamo ancora alle indagini, non alle sentenze, ma in almeno due casi ci sono le confessioni, i dubbi sui fatti in sé sembrano pochi.
Svariati organi di stampa italiani hanno dato spazio alla storia della sedicenne malese che si è suicidata gettandosi dal terzo piano. Poco prima aveva chiesto ai suoi follower su Instagram se doveva vivere o morire e quasi 7 su 10 (il 69%) le avevano consigliato di togliersi la vita.
In merito alla preoccupante vicenda della professoressa Rosa Maria Dell’Aria vorrei rivolgere dieci domande al ministro dell’istruzione Marco Bussetti. Signor ministro, perché il Provveditore di Palermo ha [...]
Sul New York Times un articolo dedicato alla Mass Shooting Generation racconta dei giovani statunitensi cresciuti a colpi di stragi di massa. ‘Fight if You Must’: Students [...]
“…perciò hanno fatto molto bene gli educatori della cooperativa Carovana a svolgere l’intervento di prevenzione in tutte le prime, quest’anno”, dico, su per giù, in un incontro di formazione sul bullismo, la settimana scorsa in un istituto comprensivo dell’alta padovana.
Leggo, come tutti, della morte di Antonio Cosimo Stano, 66 anni, a Manduria, paese dove tra l’altro vivono non so più quanti dei miei moltissimi cugini. Fatti in cui di Bullo c’è solo l’avvocato difensore dei ragazzi, ma per il solo e semplice fatto di chiamarsi “Bullo” di cognome.
La scorsa settimana la violenza tra ragazzi ha fatto scrivere e discutere parecchio. Stando solo a quello che ho raccolto, si sono chiuse le indagini per fatti gravissimi avvenuti a Ravenna dal gennaio 2018 in avanti ad opera di 15 minorenni di diverse nazionalità, e altri episodi culminati con aggressioni fisiche rilevanti sono stati registrati a Piacenza e a Villafranca di Verona.
Riunisco in questi mesi dell’anno gli interventi di educazione alla legalità che il mio Ufficio Diritti dei Minori presso il Comune di Ferrara propone alle scuole secondarie della provincia. Questo fa sì che nelle ultime settimane, e in maggio ancora, io sia molto spesso a confronto con gruppi di adolescenti.
Molti bambini (ma, ahimè, anche vari adulti) pensano che i problemi siano solo quelli con i numeri e con le operazioni. Naturalmente non è così e anche [...]
Negli ultimi giorni altri atti di bullismo, di razzismo, lo so. Ma i ragazzi ci stanno donando anche tante buone notizie ed è su quelle che oggi vorrei centrare l’attenzione, perché questi adolescenti sdraiati, sfaccendati, virtuali, stanno invece regalando agli adulti lezioni importanti e iniezioni di speranza.
Il lavoro è autonomia, dignità, partecipazione alla vita sociale, possibilità di futuro. Procrastinarne l’inizio è un danno per tutti ma per qualcuno di più.
Totò divideva l’umanità in uomini e caporali: i primi costretti a lavorare per tutta una vita grama, sfruttati e umiliati dai secondi.
La storia che sto per raccontarvi è tutta vera tranne per il nome della bambina.
I giovani sono il nostro futuro. Tutti lì a ripeterlo, continuamente. Intanto però i ragazzi sono gli sdraiati, gli annoiati, quelli che non se ne vogliono andare.
Uno ammazza o ferisce un altro e la domanda che ci si pone è cosa fare con il “cattivo”. Conta molto meno quello che si fa con chi ha subito il colpo, che evidentemente deve arrangiarsi da sé.
Sarebbe bello, oggi, avere Roscellino qui con noi.
“Adesso va meglio, non faccio più tanto casino”. Bene. “L’ultima nota l’ho presa stamattina ma non era colpa mia”.
Per il terzo anno consecutivo giovedì 7 febbraio ricorre la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo.
Il 25 aprile del 1995 Umberto Eco pronunciò un discorso alla Columbia University – dov’era stato invitato a celebrare la liberazione d’Europa – poi apparso sulla “The [...]
Sappiamo da qualche anno che nel nostro Paese i bambini patiscono più di altri il diffondersi della povertà. Se non do tutto per scontato mi ritrovo a chiedermi: come fanno i bambini ad essere poveri?













