Il Movimento Nonviolento partecipa al lutto per la morte di Anna Bravo
Conservare la memoria per l'azione, sabato 23 novembre, Casa per la Nonviolenza, via Spagna 8 – Verona
Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le città d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Ho ritrovato una fotografia e sono affiorati ricordi. Una ventina di anni fa ho scritto di una felice passeggiata solitaria, fatta molti anni prima, su un percorso conosciuto e amato.
Per conoscere meglio e ricordare Sandro Canestrini, Alexander Langer, Josef Mayr-Nusser, Franz Thaler e i novemilacinquecento deportati nel Campo di Bolzano si è svolto – 12 e 13 ottobre 2019 tra Verona e Bolzano – un Cammino della memoria, che ha mantenuto le sue promesse. Due giornate intense, luminose e piene di sole, concluse con una passeggiata a Soprabolzano/ Oberbozen. Peccato per chi non c’era.
È morto, pochi giorni fa, don Giuseppe Stoppiglia. Aveva 82 anni, ben spesi. Propongo di seguito la seconda parte del discorso ufficiale da me fatto nel marzo 2016, quando gli è stata concessa la cittadinanza onoraria di Comacchio. Lo avevamo conosciuto la settimana scorsa nei suoi anni di parroco a Comacchio, una figura particolare per la vivacità di pensiero e letture, la pluralità di incontri, la molteplicità di iniziative per essere vicino alla gente e, conseguentemente, le frizioni con la curia. Aveva intanto conosciuto, al seminario di Bologna, Gaetano Farinelli, suo amico e compagno di strada fino alla fine.
È morto, pochi giorni fa, don Giuseppe Stoppiglia, prete e viandante, come amava definirsi. Aveva 82 anni, ben spesi. Lo piango come quanti lo hanno conosciuto. Lo ricordo proponendo in due puntate il “discorso ufficiale” da me fatto in occasione della concessione della cittadinanza onoraria di Comacchio nel marzo 2016.
Al mare – quest’anno vi ho soggiornato molto: cammino, nuoto, respiro meglio – ho avuto una sorpresa gradita. Al tavolo del “bagno” – fanno un ottimo pesce – è venuta a prendere le ordinazioni Olga, dal sorriso bello come lei e dagli occhi brillanti. Forse viene dall’Est. “È venuto a parlarci a scuola, nei mesi scorsi, del Manifesto. Mi sono diplomata con buoni voti. Farò l’Università e intanto studio violino al Conservatorio. Lavoro un po’ qui per la stagione”. Il Manifesto, naturalmente, era quello di Ventotene. Questo mi incoraggia a proporne, come faccio, la lettura ai giovani. Non solo a loro.
da Verona a Renon/Ritten, percorsi di nonviolenza nell'Alto Adige/Südtirol antinazista, resistente, nonviolento
È passato un anno dalla morte di Mario Congiusta, papà di Luca, ucciso a Siderno dalla 'ndrangheta nella primavera del 2005.
Monte Sole e Sant’Anna di Stazzema sono piccole capitali d’Italia. Capitali in senso morale, per ciò che rappresentano nella nostra storia collettiva. Sono luoghi di tragedia, di [...]
Sono passati tre anni dalla morte di Piero (Pietro Pinna, obiettore di coscienza dal 1948) e il suo ricordo mi è tornato con forza in questi giorni.
Una vita lunga più di 93 anni, dedicata allo studio, all’insegnamento e all’impegno sociale e politico.
Come ogni anno il 25 aprile è stato occasione di dispute sul significato, le dimensioni della Resistenza, il carattere degli italiani. Anche nell’immediato dopoguerra se ne discuteva. Silvano Balboni direttore de “L’idea socialista”, settimanale della federazione del Partito socialista di Ferrara, l’8 agosto 1947, pubblicava, di spalla, un articolo di Gaetano Salvemini. Con un occhiello avvertiva: “Questo lo leggi due volte. Per omaggio a lui e monito a noi”. Omaggio, anche a Silvano, e monito a noi li trovo attuali. Buona lettura.
L'onda illiberale che attraversa l'Europa, le violenze verbali della politica, il ritorno dei muri, la xenofobia e il razzismo risorgenti e infine anche venature nostalgiche tout court hanno riaperto la discussione sull'attualità del fascismo.
La scorsa settimana la violenza tra ragazzi ha fatto scrivere e discutere parecchio. Stando solo a quello che ho raccolto, si sono chiuse le indagini per fatti gravissimi avvenuti a Ravenna dal gennaio 2018 in avanti ad opera di 15 minorenni di diverse nazionalità, e altri episodi culminati con aggressioni fisiche rilevanti sono stati registrati a Piacenza e a Villafranca di Verona.
L’invito dell’amico Zamorani allo sguardo verso la Ferrara del prossimo decennio mi ha riportato la cara memoria di Mario Miegge.
Condividiamo questa bella nota di Peppe Sini scritta in occasione del terzo anniversario della morte del nostro Pietro Pinna
Mi è venuto alla memoria Emilio Lussu (Armungia, 4 dicembre 1890 – Roma, 5 marzo 1975). Forse ha contribuito, per contrasto, la notizia che il presidente del – già glorioso – Partito Sardo d’Azione è divenuto governatore della Sardegna.
Sinceramente non sapevo nemmeno chi fosse. Sì, una vaga, lontana reminescenza dai tempi della scuola superiore, come nome significativo durante la Rivoluzione Russa.



















