Nell’anno del Centenario dalla fine della Grande Guerra, l’attenzione si è concentrata sulla commemorazione degli eroi di battaglia. Ma non tutti gli uomini furono pronti ad imbracciare le armi e combattere. La grave condizione patita dagli obiettori di coscienza – coloro che rifiutano di andare alla guerra – viene evidenziata in una commovente lettera donata alla Glasgow Caledonian University .
Significativa commemorazione nonviolenta, ieri in città, per il centenario della Prima Guerra Mondiale.
Nella ricorrenza dei 100 anni dalla fine della Prima guerra mondiale inserire la vicenda del contadino del Roero (zona in provincia di Cuneo) Giuseppe Tarabra, nell'ambito di quelle che furono le manifestazioni di rifiuto della violenza, è particolarmente singolare, anzi è possibile affermare che la sua fu una autentica obiezione di coscienza.
Breve storia di una campagna antimilitarista portata avanti dal Movimento Nonviolento con costanza e coerenza per 45 anni. Contro la retorica fascistoide e patriottarda che presenta la [...]
Comunicato stampa del Movimento Nonviolento: "Contro le guerre di ieri, di oggi, e di domani. Per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani"
“Ci sono soldati che aiutano gli anziani, accarezzano i bambini, soccorrono i dispersi e lo slogan: “le nostre forze, armate di orgoglio e umanità”. “Non è così [...]
Il vignettista Vauro ha scritto una lettera al sindaco e ai cittadini di Marzabotto per invitarli a gemellarsi con il Comune di Riace: chiede un gesto che [...]
Il centro di Reggio Emilia del Movimento Nonviolento e Istoreco invitano alla presentazione del libro “Silvano Balboni era un dono”, di Daniele Lugli, presidente emerito del Movimento [...]
Un’introduzione alla filosofia della nonviolenza dell’ideatore della Marcia della Pace. A cinquant’anni dalla morte. E dal ’68 Quando lo scorso inverno ho deciso di riprendere in mano [...]
Ottant’anni fa, era di luglio, sul quotidiano “Il Giornale d’Italia” fu pubblicato il Manifesto della razza, fortemente voluto da Benito Mussolini e propedeutico all’emanazione, nel settembre 1938, [...]
Gli Hibakusha, ultimi sopravvissuti alle bombe atomiche sganciate dagli aerei USA sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945, da dieci anni girano per i mari con la Peace Boat, portando la propria testimonianza in giro per il mondo.
“Continuate in ciò che era giusto” ci raccomanda nell’ultimo messaggio Alexander Langer. Di cose giuste da fare Alex ce ne indica tante. Il 26 giugno 1995 implora un intervento militare per liberare Sarajevo dall’assedio.
Verona: Venerdì 8 giugno, dalle ore 21 alle ore 23 al Teatro / Auditorium del don Calabria* in via San Zeno in Monte, 23
La testimonianza degli ultimi sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki. Il Movimento nonviolento sardo tra i protagonisti del Comitato.
Nel concetto di memoria si possono certamente riconoscere differenti significati: potremmo dire che si riferisce, in generale, a quell’insieme di abilità che consentono all’individuo di conservare le tracce dell’esperienza passata.
Il 4 aprile di cinquant'anni fa, Martin Luther King si stava preparando in albergo prima di recarsi ad un comizio indetto per quel giorno. Dopo essersi annodato la cravatta uscì sul balcone. La pallottola, sparata da un fucile di precisione, lo colpì a morte.
A cento anni della fine della “grande guerra”, ancora a Reggio Emilia per costruire le alternative alla guerra nel ricordo dell’eccidio antimilitarista Tra i tanti anniversari di [...]
Pubblichiamo questa lettera che Sergio Albesano, storico amico della nonviolenza piemontese, ha scritto alla sindaca della sua città Chiara Appendino
Giornata della Memoria, per ricordare cosa? L’infamia delle leggi razziste di 80 anni fa, mentre il razzismo evidente di esponenti politici attuali promette loro popolarità e voti? Non lo fanno con quello scopo.
Giornata della memoria: i testimoni di Geova, uomini e donne, erano identificabili nei lager nazisti da un distintivo cucito sull’uniforme carceraria: un triangolo di stoffa color viola.



















