La guerra è un crimine contro l’umanità. Noi siamo pertanto determinati a non supportare alcuna guerra, a impegnarci per la rimozione di tutte le cause che portano alla guerra.
Il Centenario della War Resiters’ International: idee e iniziative Alle prese con le limitate e diverse capacità operative dettate dalla pandemia da Covid-19 la WRI e le [...]
"Certo la propaganda nazionalsocialista è primitiva. Ma il pensiero del popolo è primitivo” Goebbels
L’11 marzo 2021 se n'è andata a 87 anni Agnese Gozzi. Per tutti i modenesi era l’Agnese Santi, con il cognome del marito come si usava in tempi meno sensibili al rispetto delle individualità.
All’interno della ricerca condotta dall’amico Saverio Morselli – tra i fondatori del Centro di documentazione per la pace di Reggio Emilia ed oggi impegnato nell’ANPI – sul movimento pacifista reggiano tra gli anni ’80 e ’90, ho risposto alle domande di questa intervista travalicando, in verità, nel tempo e nello spazio i confini della ricerca e provando a fare il punto, personale e politico, su oltre un trentennio di impegno nonviolento.
Numero monografico su “Un secolo di resistenza alla guerra”, dedicato al centenario della War Resisters’ International (1921-2021)
Il 12 febbraio ricorre la Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato. Trascorsa da pochi giorni, è facile reperire dati e storie aggiornati su questa forma di sfruttamento agghiacciante che, nonostante le norme internazionali, ancora non cessa.
La segnalazione di un’amica cara mi porta a interessarmi di un orrore – ne sapevo poco o nulla – nel Cile di Pinochet.
Il programma televisivo La Caserma è inguardabile, e infatti non lo guardo e fortunatamente sono in numerosa compagnia.
il direttore di Azione nonviolenta, Mao Valpiana, scrive un ricordo di Manrico Mansueti, il primo obiettore fiscale, deceduto nell'ottobre 2020.
Adriano Moratto ci invia le sue personali considerazioni sul giorno del ricordo
Come ti chiami, come tutti si chiamino, è importante. Genesi 2, 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.
Christoph Baker, in occasione del Giorno della Memoria, ha scritto della resistenza nonviolenta francese.
“Quando celebriamo la Giornata della Memoria ci indigniamo con chi allora si è girato dall’altra parte per non vedere i lager nazisti, ma ho paura che tra trenta o quarant’anni diranno la stessa cosa di noi, pensando alle condizioni dei migranti”.
Il Giorno della Memoria è stato istituito per ricordare “le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, [...]
Giornata della memoria il 27 gennaio: quel giorno nel 1945 è liberato il campo di concentramento di Auschwitz, estrema conseguenza di un pensiero di morte, coerentemente teso fino al genocidio.
30 anni fa, il 17 gennaio 1991, gli Stati Uniti sferravano un attacco contro l'Iraq, in quella che veniva presentata come la guerra per la liberazione del Kuwait, occupato dalle truppe di Saddam Hussein il 2 agosto 1990. Una guerra che ha portato distruzioni e morti ed ha cambiato le relazioni ed i rapporti di forza in Medio Oriente e nel mondo.
Luigi Davide Mantovani: ho scritto un privato e personale ricordo un anno fa alla sua morte. Ho pensato di proporlo a chi mi è amico, per la presenza bella e importante che è stato ed è per me.
Volevo dedicare il post settimanale ad Agitu. Sono felice che per me lo abbia scritto Massimiliano Pilati, che l’ha ben conosciuta sia professionalmente che nell’impegno per i diritti umani, e ce la restituisce come io non avrei saputo fare. Grazie Massi che ci fai vedere da vicino questa amica in più. Grazie Agitu per il tuo esempio di fierezza e di pace. (E. B.)
“Ezio Bartalini è morto il 17 dicembre 1962 durante una riunione a Roma sui problemi del disarmo, organizzata dalla Consulta romana per la pace. Era nato in Toscana nel 1884 e aveva lottato fin dall’inizio del secolo per il socialismo, per il pacifismo, per le rivendicazioni sindacali, per la fraternità laica. Dovette esulare per il suo coraggioso antifascismo, e fu in Francia, Inghilterra e Turchia, dove visse quindici anni e fu professore di filologia latina e italiana all’Università di Istanbul. Con la Liberazione tornò in Italia e fu deputato all’Assemblea costituente. Nel 1950 riprese il giornale “La Pace” che aveva fondato nel 1903. Dopo sessant’anni di pacifismo aveva aderito al nostro Movimento per la pace ed era membro del Comitato centrale della Consulta italiana per la pace: un grande animo, intrepido e cortese, tenacissimo e aperto, di rara finezza culturale e di attività instancabile, un esempio e una guida, che ha fatto sempre il massimo che ha potuto ed è stato nel meglio della storia italiana di questo secolo”.




















