Cinque maggio. Ei fu. Siccome immobile… Certamente, ma io penso a venti anni fa: la morte di Gino Bartali.
Ho tra le mani “Cicerone Della divinazione”, introdotto, tradotto e commentato da Sebastiano Timpanaro, motivo sufficiente perché lo acquistassi, appena uscito, nell’ottantotto. Ripesco qualche considerazione su malattia, medici e indovini, per me ancora attuale. Il primo Libro concede un qualche credito alla divinazione, il secondo nessuno.
Come avvenuto in marzo, anche in aprile ho annotato sulla mia pagina Facebook, quasi quotidianamente come in un taccuino personale, pensieri suscitati dell’evoluzione dell’epidemia da covid-19. Che ne punteggiano alcune ricadute sociali e culturali, proponendo un punto di vista disarmato e nonviolento. Li raccolgo qui, come personale diario della quarantena sociale e piste di lavoro non per il passaggio alla “fase due”, ma ad una fase del tutto nuova.
Siamo nati animali mammiferi e, come tali, abbiamo necessità di libertà e di spazi. Sono semplicemente un bisogno primario, come bere, mangiare, accoppiarsi.
…è la festa della Liberazione dalla guerra e dalla dittatura fascista, è la festa nazionale della Repubblica Italiana, è il compleanno della nostra democrazia, la nascita della pace nazionale.
Per la nostra generazione che non ha conosciuto direttamente la guerra ed ancor di più per quella dei nostri figli, che l’hanno solo sentita raccontare dai nonni o studiata a scuola, questo periodo di quarantena sociale che ha sospeso da oltre due mesi – tra le altre cose e per la prima volta nella storia della Repubblica – la scuola e l’Università nelle loro modalità tradizionali, rappresenta un momento traumatico di passaggio storico, che segnerà nella memoria personale e collettiva un “prima” e un “dopo”.
Il messaggio antimilitarista di pace e Nonviolenza di Movimento nonviolento ed European Bureau for coscientious objection to military service (EBCO)
22 aprile, Giornata mondiale della Terra
Si, filmare i pubblici ufficiali nell'adempimento delle loro funzioni è lecito (e: senza ombra di dubbio).
Leggo “Coronavirus, al Trivulzio si moriva e i dirigenti si spartivano premi per mezzo milione”.
Comunicato del MIR Italia
Minacciato il corrispondente franco-afgano Mortaza Behboudi - di Lisa Viola Rossi*
La pandemia e gli effetti collaterali del Lockdown
In queste settimane sono numerosi i documenti, le raccomandazioni, gli appelli elaborati ad ogni livello per portare l’attenzione su come bambini e adolescenti vivono l’emergenza sanitaria. Ciascuno di essi meriterebbe un’analisi approfondita, ci accontentiamo di una breve e sommaria rassegna.
Rete della Pace & Rete Disarmo propongono di sostenere la lettera/appello al Governo italiano
Colloquio con Don Cosimo Scordato.
I dieci errori di un paradigma sbagliato.
Piero Pinna 1927-2016 (commiato, letto da Mao Valpiana al funerale)
Mi è stato proposto di riflettere su che cos’è la violenza assistita ai tempi del coronavirus. Assistita, s’intende, quella violenza di cui i bambini sono testimoni, per l’appunto vi assistono, generalmente del papà sulla mamma anche se a dirla tutta può ricadere sul papà, su un fratello, un nonno, un animale, perfino su un vicino di casa. Mi attengo alla violenza sulla mamma, non per negare il resto, obbedisco alla statistica.
L’ingresso quotidiano nelle nostre case, attraverso tutti i media, del bollettino aggiornato delle vittime da covid-19 ha riportato prepotentemente e insistentemente sulla scena pubblica la grande rimossa dalla società dello spettacolo: la morte.


















