Il contributo di Rete Pace e Disarmo a un 2026 cruciale per le azioni di Pace, Disarmo e Nonviolenza

Pubblicato il 3 Gennaio 2026

Massimiliano

Anche il 2026 appena iniziato si presenta come un anno particolarmente significativo per la Rete Italiana Pace Disarmo – che nel settembre 2025 ha celebrato i suoi primi [...]

Anche il 2026 appena iniziato si presenta come un anno particolarmente significativo per la Rete Italiana Pace Disarmo – che nel settembre 2025 ha celebrato i suoi primi cinque anni di attività – e le sue campagne. Un traguardo che non deve rappresentare solo solo un momento “di bilancio” ma soprattutto uno stimolo a rilanciare il nostro impegno collettivo, con la volontà di rafforzarlo e consolidarlo nel tempo in un contesto internazionale purtroppo sempre più segnato da conflitti armati, riarmo e crisi della sicurezza globale.

Le attività del 2026 si svilupperanno in piena continuità con le campagne portate avanti negli ultimi anni, a partire dal contrasto al riarmo in Italia, in Europa e a livello globale. La nostra Rete – in particolare con le campagne “Ferma il Riarmo” e “Stop Rearm Europe”, oltre che contribuendo alla Global Campaign on Military Spending – continuerà a denunciare l’aumento delle spese militari, la corsa agli armamenti e la progressiva militarizzazione delle politiche pubbliche, proponendo al tempo stesso alternative fondate su sicurezza umana, cooperazione internazionale e in una prospettiva di giustizia sociale. In questo senso assumerà un ruolo centrale il rilancio già dalle prime settimane dell’anno della campagna “Un’altra difesa è possibile” la cui nuova fase avrà come obiettivo principale quello di rimettere al centro del dibattito pubblico forme di difesa civile non armata e nonviolenta che devono essere realizzate e diventare strumento concreto, efficace (e coerente con i principi costituzionali) di alternativa a quella pericolosa militarizzazione della società che sta arrivando a prefigurare anche la reintroduzione di forme di leva militare.

Il nostro 2026 ci vedrà inoltre rafforzare l’impegno su tutti gli ambiti di lavoro del disarmo umanitario e del controllo degli armamenti, con particolare attenzione alle armi che colpiscono in modo indiscriminato le popolazioni civili e alle nuove e pericolosamente emergenti nuove tipologie di sistemi d’arma. In questo percorso si rafforzerà anche il lavoro sul disarmo climatico, che mette in relazione il modello di sicurezza armata con la crisi ecologica e climatica globale. Un appuntamento centrale sarà la nuova edizione della Settimana di azione per la Pace e la giustizia climatica, prevista per il prossimo settembre, pensata come spazio di mobilitazione, approfondimento e connessione tra movimenti pacifisti, ambientalisti e sociali.

Accanto a ciò, la Rete continuerà a sostenere e promuovere interventi nonviolenti per la prevenzione e la trasformazione dei conflitti, ribadendo come non sia possibile costruire vera Pace positiva con le armi, che portano solo morte e distruzione, mentre quello che serve alla comunità umana è un forte investimento su strumenti di dialogo, diplomazia e la partecipazione concreta e cruciale delle società civili. Fondamentale resterà anche il nostro contributo alle campagne internazionali di cui la Rete fa parte (ricordiamo in particolare la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, la campagna Stop Killer Robots, lo European Network Against Arms Trade, la mobilitazione Control Arms, lo International Network on Explosive Weapons) rafforzando i legami con movimenti e organizzazioni a livello europeo e globale, nella prospettiva di una sicurezza comune e condivisa come orizzonte politico e culturale alternativo alla logica dei blocchi politico-militari e della deterrenza. È questa la direzione di senso e pensiero in cui Rete Italiana Pace e Disarmo vuole continuare a impegnarsi, in un’azione collettiva condotta insieme ai principali network globali per la pace, come l’International Peace Bureaucontribuendo a costruire visioni e pratiche di sicurezza fondate sulla cooperazione, sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani. Tutto questo sarà possibile grazie al lavoro coordinato e collettivo delle organizzazioni aderenti, reso concreto e vivo dall’azione dei coordinamenti e dei gruppi territoriali diffusi in tutta Italia.

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