Tre giorni a Verona, un convegno che va oltre.

Pubblicato il 5 Febbraio 2026

Massimiliano

C’è uno scritto di Alex Langer, del 1992, intitolato “Incontri vivi, dibattiti morti”, che dice: “dobbiamo ammettere che molti dei cosiddetti dibattiti che promuoviamo o ai quali [...]

C’è uno scritto di Alex Langer, del 1992, intitolato “Incontri vivi, dibattiti morti”, che dice: “dobbiamo ammettere che molti dei cosiddetti dibattiti che promuoviamo o ai quali partecipiamo sono delle normalissime e spesso noiose conferenze, con pubblico scontato quando non addirittura precettato, senza curiosità e sorpresa, dove si va per contarsi, per confermarsi e per parlarsi addosso”.

Dovevamo assolutamente evitare il rischio di organizzare un dibattito morto, proprio noi che volevamo celebrare l’attualità di Langer, sentire la contemporaneità delle sue idee e festeggiarlo per gli 80 anni dalla nascita. La sfida era impegnativa: cosa fare per evitare il rischio della retorica?

È stato lo stesso Langer, nell’articolo citato, che ci ha offerto il segreto per organizzare un incontro vivo: “al parlato affiancare la musica; al posto di altisonanti esperti, ricorrere a tutte le risorse locali possibili; cercare una veracità di testimonianze piuttosto che il consueto scambio di posizioni precotte; che l’incontro abbia un carattere di evento, non di routine, preparato prima e seguito dopo da attività; che sia organizzato per la cittadinanza e non per i già informati; insomma, qualcosa di non sforzato e artificiale, un momento creativo, con un reale incrocio tra esperienze”.

Così abbiamo cercato di fare quando abbiamo iniziato il lavoro di preparazione del convegno “Alex Langer, facitore di pace”, tenutosi dal 30 gennaio al 1° febbraio in forma itinerante tra Auditorium Don Calabria (San Zeno in Monte), Polo Zanotto (Università di Verona), Chiesa di San Fermo e Seminario Vescovile Maggiore di Verona. Il convegno è stato voluto dalla Scuola di Pace e Nonviolenza (promossa da Fondazione Toniolo e dal Movimento Nonviolento), con contributo e patrocinio del Comune di Verona, sostegno di Università di Verona e Diocesi di Verona, adesione della Fondazione Alexander Langer Stiftung e coinvolgimento dell’Istituto Opera Don Calabria.

Un incontro pensato non solo per ricordare una figura profetica, ma soprattutto per trovare la forza della nonviolenza per rispondere al trionfo della forza della violenza.

Abbiamo registrato un grande successo di partecipazione, tensione e familiarità, calore, confronto produttivo. Ben più di 300 persone erano presenti nelle quattro sedi del convegno (apprezzate anche per la bellezza dei luoghi, in collina e lungo l’Adige, e per il fuori programma nella cripta romanica della chiesa di San Fermo inferiore, aperta appositamente per noi, dove abbiamo assistito alla intensa lettura dei brani di Langer dedicati al profeta Giona e a San Cristoforo).
La novità di questo convegno è stata l’impostazione deliberatamente non celebrativa: relatrici e relatori (misti per provenienza, esperienze, età e approcci culturali) hanno animato un laboratorio pubblico per verificare cosa resta del “metodo Langer” quando lo si assume come criterio di azione oggi, dentro le istituzioni e fuori, nei territori, nelle comunità, nelle organizzazioni. In questa prospettiva, i contributi hanno attraversato motivazioni e linguaggi della nonviolenza, dimensione religiosa della politica, ricerca e sviluppo della nonviolenza, limite ecologico e sociale, arti e immaginari, responsabilità delle politiche europee.

La priorità ora è trasformare questo grande lavoro corale in strumenti utili anche per chi non ha potuto essere presente. Sono in preparazione sia la pubblicazione delle registrazioni integrali (audio/video), con indicizzazione per sessioni (sui nostri siti e su Radio Radicale) che gli atti del convegno, in formato cartaceo utilizzabile per studio, documentazione, formazione.
Del percorso organizzativo che ha contribuito al successo del convegno fa parte anche il numero 4/2025 di “Azione nonviolenta” dedicato ad Alex Langer, con tre suoi scritti inediti, che include il “volantone” con poster che riporta le domande di “un facitore di pace” e che oggi rivolgiamo a noi stessi e ai nostri movimenti. Diffusione, abbonamenti e uso collettivo della rivista nei territori sono parte integrante della continuità del convegno.

Continuare in ciò che era (è e sarà) giusto: da Verona si rilancia il “metodo Langer” come lavoro politico della nonviolenza organizzata per fare pace tra umani e con la natura.

Movimento Nonviolento

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