War Resisters’ International: Fermiamo le guerre, facciamo tacere le bombe

Pubblicato il 3 Marzo 2026

Massimiliano

Il Movimento Nonviolento, sezione italiana della War Resisters’ International (WRI), rilancia la dichiarazione del Comitato Esecutivo WRI del 1 marzo 2026, che richiama all’urgenza di fermare l’escalation [...]

Il Movimento Nonviolento, sezione italiana della War Resisters’ International (WRI), rilancia la dichiarazione del Comitato Esecutivo WRI del 1 marzo 2026, che richiama all’urgenza di fermare l’escalation militare in Medio Oriente, interrompere i bombardamenti, proteggere i civili e rispettare il diritto internazionale.


Le guerre e le escalation in corso nel mondo continuano a ferire le comunità e a destabilizzare intere regioni. Solo ieri, lo scoppio della guerra tra Pakistan e Afghanistan ha aggiunto un ulteriore fronte a un panorama globale già segnato dalla devastazione in Sudan, dalla distruzione in Ucraina, dal genocidio a Gaza, dai bombardamenti incessanti nello Yemen e dagli attacchi aerei in Libano. Ora gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran, trascinando il Medio Oriente in un nuovo ciclo di distruzione.

Gli attacchi iniziati il 28 febbraio non sono colpi isolati: sono atti di aggressione che minacciano di coinvolgere l’intera regione. La ritorsione dell’Iran contro basi statunitensi ha già ampliato il conflitto, trascinando Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Arabia Saudita, Giordania e Israele in una spirale di violenza. Milioni di civili, nel mondo, sono ormai intrappolati sotto l’ombra della guerra.

Le politiche aggressive degli Stati Uniti e di Israele stanno trasformando il Medio Oriente in un campo di battaglia, cancellando ogni possibilità di dialogo e stabilità. Al tempo stesso, l’escalation dell’Iran rischia di trasformare questo confronto in un’ondata di violenza contro i popoli che vivono entro e attorno ai suoi confini. Questa spirale militarista non è soltanto una violazione del diritto internazionale e del principio di protezione dei civili: solleva anche la terrificante possibilità di una guerra nucleare.

Il mondo non può permettersi una catastrofe di questa portata. Nessuna giustificazione può legittimare bombardamenti che disprezzano la vita umana, e sembra che non si sia nemmeno tentato di offrire una spiegazione coerente: questa è guerra per la guerra. Nessun calcolo strategico può giustificare la trasformazione di intere regioni in zone di guerra. Ciò che oggi va fatto è chiaro e urgente: la guerra deve finire, i bombardamenti devono cessare, i civili devono essere protetti, il diritto internazionale deve essere rispettato e tutte le parti devono impegnarsi nel dialogo anziché nella distruzione.

La pace deve essere affermata non solo per il popolo iraniano, ma per tutti i popoli della regione. Il nostro appello è senza compromessi: fermate gli attacchi, fate tacere le armi, impedite l’espansione della guerra e respingete la strada del militarismo. Solidarietà, giustizia e pace non sono opzionali: sono una responsabilità condivisa dell’umanità e vanno difese contro la macchina della guerra.

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