
DUE VITTIME, DUE NEMICI
Pubblicato il 14 Luglio 2014
Chi ha ragione? Chi ha torto? Vedo torti e ragioni dall’una e dall’altra parte, ma ormai la matassa è troppo ingarbugliata per poterla sciogliere. Le vittime sono i palestinesi, e gli israeliani sono aggressori. Sì, certo, ma è troppo facile. Israele ha diritto alla propria sicurezza minacciata dalla Jihad islamica, sì certo, anche questo è vero. Ma non basta. Due popoli e due stati? Non ha funzionato e non funzionerà.
E allora? che dire? che fare? Cambiare logica.
I palestinesi non potranno mai competere sul piano militare. Il confronto bellico li vedrà inesorabilmente sconfitti.
Gli isrealiani non potranno mai vivere in sicurezza continuando ad alzare muri di cemento o di armi per confinare i nemici: costruendo prigioni per gli altri, rendono la propria esistenza un’enorme galera.
I palestinesi (intesi come popolo) hanno due nemici: l’esercito più armato e agguerrito del mondo, quello israeliano, e le milizie di Hamas che li rende ostaggi.
Gli israeliani (intesi come popolo) hanno due nemici: i missili di Hamas, pronti a colpire le loro città e le centrali nucleari, e l’esercito che li rende odiosi al mondo.
Le vittime di questa guerra infinita sono i popoli israeliano e palestinese. I loro nemici sono l’esercito di Tel Aviv e le milizie di Hamas. E allora bisognerebbe che gli israeliani lottassero per disarmare il proprio esercito, e i palestinesi per disarmare Hamas.
Poi, potrebbero forse accorgersi che non sono due popoli nemici, e potrebbero accorgersi di non avere bisogno di due stati, due eserciti, due bandiere. Potrebbero riconoscersi come popoli fratelli in un’unica terra, trovare forme di convivenza, di confederazione, di sicurezza reciproca liberi da eserciti contrapposti, in un Paese comune.
Ma tutto questo lo penso nel silenzio del mio studio, a migliaia di chilometri dall’inferno che è oggi la terra di Israele/Palestina, e quindi non ha nessun valore.
So che è politicamente scorretto, ma so anche che è proprio così.
Mao Valpiana
















