Microbiografie / 17 – Margherita e il numero tre

Pubblicato il 22 Novembre 2017

È la somma del singolo e della coppia, cioè di individuo e relazione.

Per noi cristiani simboleggia la Trinità; per questo San Patrizio amava tanto i trifogli d’Irlanda.

Dante ha scritto la sua opera basandosi sulla perfezione del tre: 3 cantiche per un totale di 33 + 33 + 33 + 1 canti.

L’induismo vede la vita come un continuo processo trifasico di creazione, distruzione e conservazione, e affida questi tre movimenti, rispettivamente, a Brahma, Shiva e Vishnù, la Trimurti.

Eliot, in uno dei suoi passaggi più tragici, fa dire a Sweeney che la vita è un nonsenso in tre momenti: “Nascita, e copula e morte. / E se tiri le somme è tutto qui / Nascita, e copula e morte.”

Tre è il sentimento che nasce nel cuore quando tua moglie ti dice che è incinta.

Ho incontrato Margherita, qualche giorno fa. Mi ha detto che ha trovato un lavoro per l’estate.

Mi vergogno a scrivere qui quanti euro, all’ora, riceverà (“Ma netti, eh?” ha voluto precisare, per chiarire che dietro quella somma c’è una piccola assicurazione e qualche contributo).

Margherita non ha motivi per mentirmi, ma lo stesso fatico a crederle.

Mi sforzo di pensare che sta esagerando per attirare l’attenzione.

Ma so che non è così.

Offrire a una ragazza quella cifra per il suo lavoro significa svalutarla e umiliarla.

Darle il messaggio che lei, di fronte al potere di chi detiene i soldi, non vale niente.

Il messaggio che, a ventiquattro anni, non vali niente.

Secondo me (che di politica non capisco niente, ne sono consapevole), una politica di sinistra deve partire da Margherita.

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