Microbiografie / 19 – un ch’al vindèva i aquiloni

Pubblicato il 6 Dicembre 2017

So’ quant di fa a son stà a Pomposa,

e in spiàgia a gh’i’era n’umarin ch’al vindèva

i aquiloni.

Advers zzinc’or, zzinc e’n quart,

l’umarìn l’a guardà in su e l’è vulà via con tutt’

i so’ aquiloni.

Andand in su, l’è dvintà sempar più pìcul e

int’al zir ad du minut –

a l’en perss ad vista.

Sgonda mi al s’è stufà,

parchè l’à passà tut al dopmezzdì

a mustrar al zziel a la zentt,

e la zentt l’a n’ag dava brisa da ment.

L’è un pcà,

parché i aquiloni i’era

purassà bei,

e alzier.

(Qualche giorno fa sono stato a Pomposa / e in spiaggia c’era un ometto che vendeva gli aquiloni. / Verso le cinque, cinque e un quarto, in un attimo / l’ometto ha guardato in su ed è volato via, con tutti i suoi aquiloni. / Andando in su, è diventato sempre più piccolo e – nel giro di due minuti – l’abbiamo perso di vista. / Secondo me si è stufato / perché ha passato tutto il pomeriggio a mostrare il cielo alla gente / e la gente non gli dava retta. / È un peccato / perché gli aquiloni erano davvero belli / e leggeri.)

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