Azione nonviolenta, 3/2025 (Anno 61, n. 663)

Pubblicato il 28 Ottobre 2025

È uscito il numero 3 del 2025 di “Azione nonviolenta”, rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, rivista di formazione, informazione e dibattito sulle [...]

È uscito il numero 3 del 2025 di “Azione nonviolenta”, rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, rivista di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Azione nonviolenta, 3 / 2025 (Anno 61, n. 663)

Bocciamo le università e le scuole militarizzate

Editoriale del Direttore Daniele Taurino: Rompere l’incantesimo educativo della guerra

Pubblichiamo, in anteprima, l’editoriale

C’è un filo che lega le piazze di queste settimane alla nostra vocazione pedagogica fin dagli albori del Movimento: la fiducia che le persone giovani possano scegliere la nonviolenza come forza trasformativa. Le manifestazioni per il cessate il fuoco a Gaza e in difesa dell’iniziativa di resistenza civile della Flotilla, che in molte città italiane hanno riportato migliaia di studenti e studentesse nelle strade, sono un segnale potente in questa direzione che ci richiama alla responsabilità di costruire il programma politico della nonviolenza, le strutture per proporlo fuori dalle nostre cerchie, i linguaggi per renderlo desiderabile.

La pubblicazione, nel volantone allegato, del nuovo Vademecum per la cittadinanza attiva, prova a dare una prima risposta, parziale ma concreta, a questa urgenza. È un testo, ai tempi del cosiddetto “Decreto Sicurezza”, che unisce il rigore giuridico alla pedagogia civile, ricollegandosi idealmente all’iconico strumento del 1971, Vademecum per il cittadino sospetto, che il Movimento Nonviolento distribuì capillarmente negli anni di piombo e di repressione. In un clima politico che restringe gli spazi civici e moltiplica i reati d’opinione, il Vademecum ambisce a non essere soltanto una guida pratica per chi manifesta, ma anche un gesto culturale che rivendica il diritto e il dovere della disobbedienza civile.

Il numero della rivista, cercando di aprire alcuni scorci sulla militarizzazione delle scuole e delle università, si rivolge direttamente ai giovani e alle persone che con loro hanno a che fare nei vari mondi educativi. È il momento di rompere l’incantesimo della “normalità” militarizzata che penetra nei linguaggi, nelle scuole, nei giochi, nelle mode; e riconoscere che la guerra non è lontana o virtuale, ma un sistema che plasma mentalità e desideri, e che solo una coscienza vigile può smascherare.

Da Israele alla Russia, dagli Stati Uniti all’Europa, la logica dell’addestramento e del reclutamento penetra fin dentro le aule e le piattaforme digitali, travestita da educazione civica o da intrattenimento. Contrastarla significa ridare forza alla libertà di coscienza, offrire visioni alternative, promuovere l’obiezione di coscienza, coltivare semi di disarmo culturale.

È questo, in fondo, il senso più profondo di Azione nonviolenta: provare a essere, da più di sessant’anni, uno strumento di formazione e informazione al servizio della nonviolenza organizzata.

In questo numero

3 Editoriale Rompere l’incantesimo  educativo della guerra
5 Svegliarsi alla realtà, la guerra esce dallo schermo non è più un video gioco
9 L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
13 Militarizzare l’educazione con la “cultura della difesa” per i futuri cittadini-soldati
17 Anticorpi nonviolenti per contrastare l’offensiva bellicista
19 La pace si impara: dalla lezione di Galtung al metodo Sabona
21 Percorsi educativi e lavoro nelle scuole del Movimento Nonviolento
25 La militarizzazione coatta dei Forestali italiani ha violato i diritti dell’uomo
31 Contro la militarizzazione giovanile un programma di azioni nonviolente della War Resisters’ International

In Allegato: Poster “La vera sicurezza è la nonviolenza” e vademecum per la cittadinanza attiva (note sul “decreto sicurezza” – Legge N. 80/2025)

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