Azione nonviolenta n. 666, 2° trimestre 2026: difendere la vita di tutti

Pubblicato il 8 Settembre 2026

Redazione

È uscito il numero 2 del 2026 di “Azione nonviolenta”, rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, rivista di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.


– Pubblichiamo, in anteprima, l’editoriale del direttore Daniele Taurino –

Editoriale – Azione nonviolenta n. 666, 2° trimestre 2026

Difendere senza uccidere è la scelta del nostro tempo

tra obiezione, disarmo e politiche di pace

Quando sicurezza diventa sinonimo di armamenti, quando la difesa coincide esclusivamente con la dimensione militare, quando il dissenso viene rappresentato come irresponsabilità, la militarizzazione ha già conquistato la sua egemonia culturale. I contributi raccolti in questo fascicolo mostrano però che un’altra strada non solo è necessaria, ma esiste già.

Esiste nell’obiezione di coscienza, oggi sottoposta a nuove forme di repressione proprio mentre in Europa si riapre il dibattito sulla coscrizione obbligatoria. Esiste nel lavoro di chi difende obiettori, renitenti e disertori in Russia, Ucraina, Bielorussia e Israele-Palestina, ricordandoci che rifiutare di uccidere continua a essere uno degli atti più radicali di affermazione della dignità umana. Esiste nella costruzione di Corpi Civili di Pace, nella proposta di una difesa civile non armata e nonviolenta, nel primo Piano italiano “Giovani, Pace e Sicurezza”, che potrà produrre effetti reali solo se saprà tradursi in politiche pubbliche e non restare confinato nella retorica istituzionale.

Un filo rosso attraversa tutte queste esperienze: la nonviolenza ha bisogno di più organizzazione e meno proclami e protagonisti. Non basta denunciare la guerra per essere dalla parte giusta della storia. Occorre costruire alternative credibili, dotarle di strumenti, competenze, risorse, riconoscimento istituzionale. È il significato più profondo delle Campagne di obiezione alla guerra e Un’altra difesa è possibile, per la quale c’è bisogno di una vera e propria corsa alle firme. ⇐

Il volantone allegato, curato da Giorgio Beretta, rilancia la Campagna contro le Banche Armate. Non esistono guerre senza sistemi finanziari che le sostengano. Le armi vengono progettate, prodotte, esportate e acquistate grazie a flussi di denaro che attraversano anche il sistema bancario. Rendere trasparenti queste connessioni e scegliere di non esserne complici rappresenta una forma concreta di responsabilità civile.

La copertina del volantone, disegnata da Robinesto

Il disarmo unilaterale, l’obiezione di coscienza, la difesa civile, i Corpi Civili di Pace, la finanza disarmata, non sono campagne separate. Sono parti di un’unica proposta di società nonviolenta. A questa proposta ciascuna e ciascuno può contribuire. Firmando la dichiarazione di Obiezione alla Guerra e la proposta di legge di iniziativa popolare per la difesa civile non armata e nonviolenta, sostenendo la Campagna contro le Banche Armate, partecipando alle iniziative dei territori, diffondendo Azione nonviolenta.

Mentre chiudiamo questo numero, gran parte dell’Europa è stretta da un’ondata di calore sempre più difficile da considerare eccezionale. Anche questa è una questione di sicurezza. Eppure continuiamo a destinare risorse crescenti agli armamenti – e in maniere sempre più sofisticate come viene raccontato in questo numero riguardo al nuovo budget militare dell’UE – mentre arretrano gli investimenti necessari ad affrontare le crisi climatiche, sociali e umanitarie. Costruire la pace significa anche scegliere quali minacce vogliamo davvero imparare a prevenire.


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