Diario della Missione di Pace a Vilnius/4

Pubblicato il 24 Agosto 2025

Ascoltare le vittime, riconoscere il diritto all’obiezione Ascoltare le vittime. È ciò che abbiamo fatto ieri, per tutto il giorno, alla Peace House di Vilnius. Julia, Sergej, [...]

Ascoltare le vittime, riconoscere il diritto all’obiezione

Ascoltare le vittime. È ciò che abbiamo fatto ieri, per tutto il giorno, alla Peace House di Vilnius.

Julia, Sergej, Natalia, Elena, Gleb, hanno raccontato le loro storie di vita, storie di oppositori politici perseguitati, costretti a fuggire dalla Bielorussia per salvare la vita. Storie di arresti, pestaggi, torture, fughe. E quando si erano illusi di aver trovato riparo, libertà, diritti, per potersi ricostruire una vita, è iniziata invece una nuova odissea, fatta di rifiuti, minacce, diritti negati, rischio di essere riportati nell’inferno da cui sono fuggiti.

Oggi sono profughi in esilio, senza documenti, senza lavoro, senza alloggio, ma erano professionisti, avevano una famiglia, affetti, una casa, una vita normale che non tornerà mai più.

La diaspora bielorussa, degli oppositori del regime dittatoriale di Lukashenko, è una realtà che l’Europa non vuole vedere, non conosce, non accoglie.

L’associazione Our House è il loro unico rifugio a Vilnius. Lì trovano i generi di prima necessità, ma soprattutto trovano ascolto, rispetto, dignità.

Per alcuni di loro era la prima volta che riuscivano a parlare, a raccontare, a liberarsi del peso di ciò che hanno subito, della violenza fisica e psicologica che hanno ricevuto sulla propria pelle e anima.

Ora chiedono solo il diritto di potersi ricostruire un’esistenza dignitosa. Chiedono l’asilo politico, per poter avere i documenti, e dunque un lavoro e una casa. Ma la burocrazia, l’ottusità, il disinteresse, la politica di chiusura, esclusione, li lascia in un limbo e li riduce all’invisibilità.

Il pezzo di carta che li riconosce come cittadini, non arriva mai, rimbalza tra commissione immigrazione, centri di detenzione, tribunali e uffici.

Alcuni di loro sono obiettori di coscienza che abbiamo adottato come Campagna di Obiezione alla guerra. Seguiremo i loro casi, garantendo l’assistenza legale, il sostentamento, fino a raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti: il riconoscimento dello status di rifugiati politici per tutti gli obiettori, disertori che dalla Bielorussia, Russia e Ucraina cercano asilo e protezione nell’Unione Europea.

Oggi la nostra missione di pace si concluderà con una manifestazione pubblica per l’obiezione di coscienza e il disarmo nucleare a cui daremo vita in una piazza di Vilnius: bielorussi, lituani, italiani, uniti per la pace.

La raccolta fondi – Aiutaci a sostenere Our House e gli obiettori bielorussi

Contribuisci con un versamento su IBAN IT35 U 07601 117000000 18745455, intestato al Movimento Nonviolento, causale “Campagna Obiezione alla guerra”. Grazie.

I fondi raccolti dalla Campagna vengono utilizzati per finanziare i movimenti nonviolenti di Russia, Bielorussia, Ucraina, Israele e Palestina nelle loro attività, per garantire la difesa legale agli obiettori e disertori dei paesi coinvolti, per organizzare le missioni di pace e solidarietà con le vittime della guerra, per ospitare in Italia esponenti nonviolenti coinvolti nel conflitto, per il lavoro di testimonianza e informazione.

In continuità con la  Campagna italiana, il Movimento Nonviolento partecipa anche alla #ObjectWarCampaign promossa dalle reti internazionali IFOR, WRI, EBCO-BEOC, Connection e.V.,  che chiede, alle massime istituzioni dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, protezione per coloro che nei paesi coinvolti si rifiutano di prendere parte al conflitto in armi.

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