Quando la guerra si traveste da liberazione. Un appello antimilitarista e nonviolento dal Venezuela

Pubblicato il 5 Gennaio 2026

Il Movimento Nonviolento pubblica e rilancia il seguente comunicato della Red AntiMilitarista de América Latina y el Caribe (RAMALC), rete antimilitarista latinoamericana facente parte della War Resisters’ International, che prende posizione sulla grave escalation militare in corso in Venezuela. Quanto accaduto non è sorprendente ma è la logica conseguenza di ciò che conosciamo bene: militarismo e preparazione della guerra. Scegliamo in questo frangente di amplificare la voce di chi da anni, sia dall’interno sia in esilio, ha scelto la via della nonviolenza per il proprio Paese.

Dalla Red AntiMilitarista de América Latina y el Caribe (RAMALC), di fronte alla situazione che oggi vive il Venezuela, condanniamo il bombardamento sul territorio venezuelano da parte degli Stati Uniti, che ha colpito anche la popolazione civile.

Un bombardamento non è forse il primo passo di una strategia che mira a invadere, sottrarre le risorse che si desiderano e installare le basi militari che si intendono imporre?

Così è stato dichiarato recentemente dal presidente degli Stati Uniti.

Condanniamo questa azione militare statunitense, così come abbiamo condannato ogni violazione dei diritti umani da parte del governo di Nicolás Maduro. Respingiamo la violenza e l’oppressione, da qualunque parte provengano. Avvertiamo che questa spirale di autoritarismi minaccia la sovranità venezuelana e la stabilità di tutta la regione; è la continuità storica di una lunga lista di interventi militari di quello Stato, sempre guidati da interessi geostrategici.

Abbiamo da sempre contrastato anche la dittatura di Nicolás Maduro, denunciata da chi porta avanti una lotta antimilitarista in Venezuela, ma la nostra lotta contro la dittatura non giustifica l’invasione imperiale nei territori latinoamericani.

Nessun bombardamento è giustificabile. Le guerre non fanno che approfondire la povertà ed esasperare le violenze esistenti.

Se questa aggressione non riceverà una condanna internazionale ampia e se questo comportamento non verrà fermato, allora non esisterà più alcun ordine internazionale, se non la legge del più forte.

Come costruire un antimilitarismo anti-imperialista, solidale con chi soffre e con chi desidera cambiamenti in Venezuela?

La nostra risposta è lanciare un appello alla solidarietà dei popoli latinoamericani affinché mettano la cura della vita al centro della geopolitica internazionale, e affinché si dia priorità alla dignità dei popoli e delle comunità al di là di qualsiasi agenda multilaterale.

Condanniamo l’azione militare degli Stati Uniti e qualsiasi tentativo di invasione. Soprattutto, esprimiamo la nostra solidarietà al popolo venezuelano, sia all’interno sia all’esterno dei suoi confini.

NULLA GIUSTIFICA ALCUN MILITARISMO


Domande

Permetteremo che la lotta contro una dittatura venga usata per giustificare un’invasione imperiale in America Latina?

Le bombe hanno mai portato soluzioni, o hanno solo approfondito la povertà e la violenza?

Non è evidente che questo bombardamento sia il primo passo per saccheggiare risorse e installare basi militari?

Perché scegliere tra oppressori? Non dobbiamo forse condannare la violenza e l’autoritarismo, da qualunque parte provengano?

Se non fermiamo ora questa aggressione, stiamo accettando che nel mondo valga solo la legge del più forte?

Quando metteremo la cura della vita e la dignità dei popoli al di sopra delle agende geopolitiche?

Come costruiamo una solidarietà reale con il popolo venezuelano che non legittimi né dittature né invasioni?

Esiste davvero qualche giustificazione valida per la guerra? Nulla giustifica alcun militarismo.

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