Ferrara: L’impatto di un’idea, una graphic novel sulla storia della nonviolenza in Italia

Pubblicato il 19 Febbraio 2026

Massimiliano

Appuntamento alla Libreria Libraccio venerdì 20 febbraio alle 17,30 S’intitola “L’impatto di un’idea” la graphic novel che la giovane Margherita Pilati, in arte Robin Esto, presenta venerdì [...]

Appuntamento alla Libreria Libraccio venerdì 20 febbraio alle 17,30

S’intitola “L’impatto di un’idea” la graphic novel che la giovane Margherita Pilati, in arte Robin Esto, presenta venerdì 20 febbraio alle ore 17,30 alla libreria Libraccio, su invito del Movimento Nonviolento di Ferrara. Un’opera fresca di stampa per le edizioni People che prende spunto da un fatto realmente accaduto: due giovani in servizio civile volontario visitano un anziano Pietro Pinna per un’intervista. “Che cos’è la nonviolenza?”, è la prima domanda. “L’impatto di un’idea”, risponde Pietro. Un’idea di cui racconta le radici, la presenza nella sua vita e in una politica di speranza.

Compaiono così Aldo Capitini, filosofo e pedagogista antifascista, libero religioso, il primo a portare in Italia il pensiero e l’azione di Gandhi, che ispirò lo stesso Pietro Pinna, primo obiettore di coscienza al servizio militare in Italia in un’epoca in cui rifiutare le armi significava affrontare il tribunale e il carcere militare. E dopo di lui Alexander Langer, colui che traduce il pensiero profetico di Capitini e l’ardore di Pinna in azione politica nel suo Sud Tirolo e oltre, a livello nazionale e poi europeo.

È un lavoro coraggioso, quello di Robin Esto, che ha alla base un corposo lavoro di studio e di documentazione e poi uno stile grafico in grado di coniugare il rispetto per la storia e la ricerca di innovazione. Un’opera, ce lo auguriamo, in grado di parlare ai giovani per trasmettere la passione per la ricerca nonviolenta che i tre maestri hanno saputo incarnare e che l’autrice fa propria.

L’equilibrio tra passato e futuro è costante. La copertina, ad esempio, ricorda volutamente l’impostazione grafica del primo numero di Azione nonviolenta, rivista tuttora edita dal Movimento Nonviolento fondata da Aldo Capitini nel 1964. E stralci di lettere, articoli, sentenze, circolari, volantini… fanno da sfondo, ma sono in parte volutamente leggibili, in molta parte del testo.

Quella raccontata dalla graphic novel è anche una storia corale, nella quale compaiono ulteriori protagonisti (Danilo Dolci, Giuliano Pontara, Enzo Bellettato, Mao Valpiana… solo per fare qualche esempio) ognuno dei quali, scrive giustamente l’autrice in chiusura, meriterebbe un libro a sé. Ed è in parte una storia ferrarese. Oltre a Pietro Pinna, arrivato a Ferrara bambino insieme ai genitori, ritroviamo altri due concittadini tra i collaboratori di Aldo Capitini: Silvano Balboni, socialista nonviolento morto giovanissimo nel 1948, e Daniele Lugli, cui si deve lo studio più completo su Silvano. Nelle pagine di Robin Esto lo vediamo giovanissimo, Daniele, insieme alla moglie tra i partecipanti al “Seminario internazionale sulle tecniche della nonviolenza” a Perugia nel 1963, e poi tra i membri del GAN, il Gruppo di Azione Nonviolenta, nato proprio da quel Seminario per chiedere anche in Italia una legge sull’obiezione di coscienza.

Le figure che incontriamo non sono idealizzate né, all’opposto, semplificazioni caricaturali; semmai ritratti affettuosi nei quali si mischiano, come per ognuno di noi, azioni quotidiane (la tavola, gli scherzi tra amici, gli amori, lo starsi accanto nelle difficoltà) e impegni che valgono una vita. Momenti di dubbio o di crisi e slanci per una società più giusta in un contesto sempre difficile, sia pure in modo e per ragioni diverse.

Le sfide non mancano neppure oggi, per chi vuole incamminarsi sul sentiero della nonviolenza. La stessa obiezione di coscienza al servizio militare, accantonata circa vent’anni fa con la sospensione della leva obbligatoria, potrebbe ritornare attuale in Italia, ed è già oggi motivo di condanna nei Paesi in guerra di cui abbiamo più notizie ovvero Russia, Ucraina, Israele. Dà speranza sapere che sul sentiero della nonviolenza oggi c’è anche “L’impatto di un’idea”. Lo diceva su per giù Aldo Capitini, quando lanci un sasso nello stagno non puoi mai sapere fin dove arrivano le onde.

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