
Il Movimento Nonviolento Sardegna partecipa al ricorso al TAR contro RWM
Pubblicato il 11 Maggio 2026
Carlo Bellisai
Intervento durante la conferenza-stampa del 9 maggio 2026 a Cagliari.
Il Movimento Nonviolento Sardegna è il gruppo territoriale sardo del Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini nel 1962.
Per una scelta che è insieme etica e politica, siamo contro tutte le forme di violenza, a maggior ragione contro ogni guerra e le armi che ne sono il carburante. La RWM nella sua sede in Sardegna produce tra l’altro proiettili d’artiglieria, bombe per aerei MK e droni-killer, questi ultimi in collaborazione con l’azienda israeliana U-vision. Ha nel tempo contribuito ad alimentare numerose guerre: lo Yemen, l’Ucraina, il Sudan, la Palestina, il Libano.“Il M.N. lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale ed internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza”.
Ma con questo ricorso non si contesta la liceità di costruire ordigni di morte, produzione ammessa dalla legge, ma anche regolata dalla legge 185 del 1990 per quanto ne riguarda il commercio e il transito, ma di come l’azienda bellica abbia agito in modo da aggirare le procedure sulla valutazione d’impatto ambientale dei suoi nuovi impianti, nel contempo costruiti e pronti all’opera. L’ha fatto violando le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato del 2021 e in assenza di idonee valutazioni ambientali, ai confini col parco del Linas-Marganai, in un sito ad alto rischio idrogeologico e in spregio all’ecosistema ed alla sopravvivenza di specie vegetali ed animali, a partire dell’avifauna.
Perché un’azienda così forte, costola della quotatissima Rheinmetal, ha raddoppiato illegalmente i suoi impianti, puntando poi su una sanatoria politica? L’impressione è che si senta più forte della legge e che agisca con un abuso di potere. Questo risulta ancor più intollerabile.
“Il M. N. si impegna per la salvaguardia dell’ambiente naturale, patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra faccia della violenza dell’uomo”. Nel caso in questione, la violenza dell’uomo sulla natura si aggiunge e si intreccia a quella dell’uomo sull’uomo e dell’umanità contro la sua stessa sopravvivenza. Ma il nostro impegno non deve mancare: la natura è in noi e ne siamo solo una piccola parte, salvando la natura salviamo noi stessi.
Per questi motivi, oltre a tutti quelli elencati nel comunicato che condividiamo in pieno, aderiamo al ricorso.
Il portavoce – Carlo Bellisai














