Giuseppe Muraro (11 giugno 1957–19 aprile 2026) IL BEPPE

Pubblicato il 20 Aprile 2026

Se ne è andato in silenzio, con molta discrezione, come sempre. Eravamo abituati alla riservatezza tipica del Muraro (lo chiamavamo spesso per cognome, scherzosamente): non ci stupisce quindi la sua volontà di non avere un funerale pubblico. Ha affrontato la malattia con grande forza e dignità; eravamo convinti che ce l’avrebbe fatta a tornare in salute. Se lo meritava. Poi qualcosa è andato storto e con la consueta consapevolezza e realismo, ha accettato il necessario passaggio affrontato con gli affetti a lui più cari; compagno, padre, nonno amatissimo.

Giuseppe Muraro, Beppe per gli amici, classe 1957. Giornalista della carta stampata e televisiva (TGR Veneto), è stato anche uomo del sindacato Usigrai; saggista e autore di pubblicazioni sul territorio e sulla storia del Veneto. Volto noto e stimato.

Per me amico di una vita. Stesso quartiere, stesse frequentazioni, stessi ideali. Insieme negli scout e soprattutto insieme nel primissimo gruppo giovanile che poi fondò il Movimento Nonviolento di Verona. Legame che non è mai venuto meno.

Beppe è stato un amico della nonviolenza, un protagonista del movimento antimilitarista e antinucleare. Ha scritto i suoi primi articoli per Azione nonviolenta alla fine degli anni ’70 specializzandosi sulla questione energetica fino a diventare il promotore dell’edizione italiana dell’esperienza editoriale Wise (bollettino world information service on energy) nel 1980-81 che approdò anche sul quotidiano nazionale Lotta Continua con una rubrica che teneva Beppe.

Dotato, oltre che di rigore, serietà e competenze, anche di un umorismo contagioso. Sapeva stare al gioco, con intelligenza. Partecipò, da par suo, agli spettacoli del Can’s (canzoniere antimilitarista nonviolento stonato), con memorabili esibizioni nel Can’s Ballet, con applausi scroscianti del benevolo pubblico amico.

Venne poi la stagione dell’impegno politico diretto, e Beppe fu tra i fondatori e i candidati della prima lista verde in città; per un periodo assunse anche la responsabilità del gruppo locale del Partito Radicale, rafforzandone la dimensione antimilitarista e nonviolenta.

I suoi importanti incarichi professionali, lo hanno portato a Venezia e a Roma, ma non ha mai interrotto il filo con la sua città, e con i suoi interessi: primo fra tutti l’amore per la montagna, e la sua moto. Nel suo tempo libero la tutela dell’ambiente e l’impegno ecologista, trovavano ampio spazio e dedizione.

Anche il percorso della paternità ci ha visti vicini. Abbiamo frequentato i corsi del Melograno per l’accoglienza dei neonati, e le nostre figlie sono nate a due giorni di distanza, permettendoci di festeggiare ogni anno insieme il nostro essere papà.

La sua precisione nel lavoro lo ha portato ad essere un bravissimo archivista. Pochi anni fa ha donato alla Casa per la Nonviolenza il suo archivio personale sui temi della pace, una miniera preziosa; consultandolo ci si rende conto di quanto davvero ha fatto Beppe per la crescita della nonviolenza organizzata.

Terminata la carriera professionale, ha dedicato gran parte del suo tempo alla causa antifascista. È stato dirigente dell’Anpi e autorevole ricercatore dell’Istituto della Resistenza. Anche in questo caso ha saputo coniugare l’antifascismo con la nonviolenza, come fece nella sua memorabile commemorazione per il 76° anniversario della Resistenza veronese.

Orazione di Beppe Muraro per 76° Anniversario delle battaglie in difesa del Palazzo delle Poste e della Caserma Campofiore. – ANPI Verona https://share.google/V3nMDNdP1d3bIjLWP

Negli ultimi anni ha lavorato come editore nella casa editrice Scripta, la stessa dove viene stampata la nostra rivista cartacea Azione nonviolenta. È stato proprio Beppe a ideare la forma grafica della nuova edizione, e a lui si deve anche l’editing degli articoli di Alex Langer nell’ultimo numero del 2025. Il suo ultimo messaggio, che mi ha mandato dal letto dell’ospedale dove è stato a lungo ricoverato, dice “Ho letto (e corretto) le bozze di An. Mi è parso davvero bello e interessante. Un valore aggiunto”. Lui era davvero un valore aggiunto per la storia del Movimento Nonviolento.

Beppe è stato una persona speciale. Una presenza costante, discreta, leggera, qualificata, competente, preziosa. Ne sentiremo la mancanza, ma anche una nuova presenza.

Mao Valpiana

Nella foto Beppe Muraro, a destra (il 3 agosto 2025, con Mao Valpiana)

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