In Bosnia la Scuola di Pace e Nonviolenza – Terza tappa Srebrenica-Sarajevo

Pubblicato il 20 Agosto 2026

Redazione

Una volta nella vita la visita al Museo Memoriale del genocidio di Srebrenica andrebbe fatta. Mettetela in agenda. Realizzato nel luogo stesso degli avvenimenti, ricostruisce in modo esauriente, con installazioni, pannelli, documenti, esposizioni, video originali e didattici, tutti gli aspetti degli eventi storici delle guerre nei Balcani.
Impressionante, come accade quando si visita Auschwitz o Mauthausen, l’esposizione delle scarpe delle vittime, ritrovate sulle vie di fuga o nei luoghi degli eccidi, storie di vite spezzate.

Pranziamo presso l’associazione Saraj, una cooperativa fondata da una donna sfuggita alla guerra, rimasta sola e poi rientrata a casa, dovendo reinventarsi la vita. Ha iniziato con un piccolo allevamento di polli, ed oggi dirige una realtà di prodotti agricoli che coinvolge molte altre donne nel lavoro. Oggi si dedicano anche all’assistenza e all’accoglienza dei profughi che transitano dalla Bosnia: vittime che aiutano altre vittime.

La sera arriviamo a Sarajevo. Dopo la sistemazione in albergo, andiamo a cena al circolo degli scacchi, e poi ci immergiamo nella vita notturna della città, che in questi giorni ruota attorno al Sarajevo Film Festival che attira persone da tutto il mondo. La musica che proviene dai locali o da concerti improvvisati, si mescola con la preghiera del muezzin diffusa dal minareto.
Sarajevo, città multietnica.

 

 

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