
Aggiornamenti dal Comitato Sardo Campagna di Pressione alle Banche Armate
Pubblicato il 14 Ottobre 2026
Carlo Bellisai
Si è svolto a Cagliari, lunedì 12 ottobre, un sit-in di protesta davanti alla storica sede di Poste Italiane, in Piazza del Carmine. Diverse decine di persone hanno partecipato alla manifestazione, indetta dal Comitato Sardo Campagna di Pressione alle Banche Armate, in collaborazione con Ultima Generazione e BDS-Italia. Fra i partecipanti erano presenti rappresentanti dei sindacati di base e delle associazioni della società civile.

Cagliari, lunedì 12 ottobre 2026
L’evento, che ha avuto un certo riscontro sui media locali, aveva lo scopo di accendere i riflettori sul ruolo di Poste Italiane nell’ambito del riarmo in Italia e sulla sua complicità, per quanto indiretta, col genocidio in atto a Gaza e in Cisgiordania. Poste, infatti, oltre a figurare nell’elenco delle “banche armate”, ovvero di quegli istituti di credito che erogano servizi alle industrie di armamenti, fa parte della Fondazione Med-Or, insieme a industrie belliche come Leonardo Spa e all’ INSS, Istituto di Studi per la Sicurezza Nazionale di Tel Aviv. All’interno della Fondazione e del Progetto Med-Or si cerca di normalizzare e quindi inquinare la realtà del genocidio stesso.

Cagliari, lunedì 12 ottobre 2026
La manifestazione di Cagliari va inquadrata all’interno della Campagna Banche Armate, lanciata dalle riviste “Nigrizia”, “Missione oggi” , “Mosaico di Pace” già nel 2020 e ripresa negli ultimi anni. Le stesse riviste, insieme a BDS (Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni nei confronti delle aziende complici del genocidio) ha lanciato nel gennaio del 2026 la Campagna Banche Complici.

Il Comitato ha inviato una lettera aperta alla direzione di Poste Italiane, in cui chiede piena trasparenza all’istituto di credito in materia di armamenti e l’uscita dalla Fondazione Med-Or. Inoltre, con l’apporto determinante dei giovani di Ultima Generazione, è stato lanciato un mailbombing, con l’apertura di un link attraverso il quale inviare la propria protesta a Poste Italiane: in pochissimi giorni ci sono già quasi 250 lettere inviate e si può partecipare da tutta Italia. Partecipa anche tu.

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