
In Bosnia la Scuola di Pace e Nonviolenza – Sesta (e ultima) tappa. Zavidovici-Verona
Pubblicato il 23 Agosto 2026
Redazione
Lasciamo la città presto, per iniziare il viaggio di rientro. Lungo la strada che dalla Bosnia porta in Croazia, vediamo ancora molti ruderi di case, con tetto e finestre distrutti dagli incendi delle granate fatte scoppiare all’interno, durante i giorni della pulizia etnica. Sulle facciate si vedono ancora i simboli e le scritte in serbo: un monito che resta a ricordare le conseguenze della guerra di epurazione.
Alla frontiera i controlli sono rigorosi, e accumuliamo parecchio ritardo, che aumenta a causa del traffico intenso; arriviamo alle rispettive destinazioni (Verona, Brescia, Parma, Reggio Emilia, Cividale) tre ore dopo il previsto.
La Summer School si conclude qui. È il momento dei saluti.
I quattordici partecipanti sono: Clara, Caterina, Raffaella, Paola, Anna, Mario, Graziella, Agostino, Maurizio, Loretta, Mariateresa, Christian, Gabriella, Mao.
Un ringraziamento particolare va ad Agostino, che si è fatto carico dell’organizzazione, ed è stato una guida preziosa e a Maurizio per il lavoro di traduzione e accompagnamento; grazie a chi si è messo alla guida dei due pulmini, sulle strade non facili della Bosnia Erzegovina. E grazie infine ai nostri ospiti e alle persone che abbiamo incontrato e ci hanno fatto conoscere il faticoso lavoro di rinascita e riparazione dopo gli anni della guerra.















