In Bosnia la Scuola di Pace e Nonviolenza – Quinta tappa. Sarajevo – Zavidovici

Pubblicato il 22 Agosto 2026

Redazione

Quinta tappa. Sarajevo – Zavidovici

La visita alla Biblioteca di Sarajevo è d’obbligo: simbolo della rinascita della città e della sua vita culturale e civile. Interamente ricostruita dopo l’incendio provocato dall’attacco mirato all’inizio dell’assedio nell’agosto del 1992, oggi ospita mostre e installazioni permanenti, sale concerti e strutture amministrative, oltre all’aula del consiglio comunale.

Lasciamo Sarajevo per dirigerci a Zavidovici, città dove dal 1996 è attiva una “Ambasciata della Democrazia Locale a Zavidovici“. Alla base del progetto c’è l’iniziativa spontanea di un gruppo di pacifisti riuniti nel Coordinamento Bresciano Iniziative di Solidarietà che nel 1992, all’epoca della guerra in Bosnia Erzegovina, aveva cominciato a realizzare operazioni di soccorso e aiuto umanitario a favore della popolazione civile, e allo stesso tempo ad accogliere in Italia profughi e sfollati. È stato rievocato in questa occasione l’eccidio del 29 maggio 1993 a Gornji Vakuf in cui morirono
Sergio Lana, Guido Puletti e Fabio Moreni, tre operatori di pace italiani che erano a bordo di un convoglio di aiuti umanitari partito da Brescia e diretto a Zavidovici con l’obiettivo di creare un corridoio umanitario in una Bosnia-Erzegovina flagellata dal conflitto. Vennero assaliti e assassinati da una squadra paramilitare. All’eccidio riuscirono a scampare altri due volontari che facevano parte della stessa missione, Christian Penocchio e Agostino Zanotti, dalla cui viva voce sentiamo questo intenso racconto che ha segnato la sua vita ed è alla base del suo legame indissolubile con questo progetto. Negli anni, il progetto si è allargato e consolidato ed è entrato nel programma delle Agenzie della Democrazia Locale del Consiglio d’Europa e si configura come una struttura che vede al suo interno la collaborazione tra gruppi del volontariato e della società civile, ong, enti locali italiani e bosniaci ed europei. Molti i programmi in atto di sviluppo della democrazia dal basso e della partecipazione, nell’ambito culturale, ambientale, del lavoro. Abbiamo visitato una cooperativa di orti sociali, che sta sviluppando coltivazione e commercio locale di pomodori, fragole, mais bianco.

La sera cena conviviale in un ristorante caratteristico lungo le rive del fiume Bosna.

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