Siarhei Nikitsin: Obiettore liberato in Lituania, una vittoria del diritto. Un fumetto racconterà la sua storia esemplare.

Pubblicato il 7 Marzo 2026

L’obiettore bielorusso Siarhei Nikitsin è stato rilasciato su ordine del Tribunale di Vilnius ed esce dal centro migratorio dove era detenuto.

La Campagna di Obiezione alla Guerra rilancia il sostegno a Our House e annuncia un fumetto di Robin Esto sulla storia di Siarhei, dopo il successo de “L’impatto di una idea”.

Vilnius. Nei mesi scorsi abbiamo chiesto attenzione pubblica e sostegno concreto per Siarhei Nikitsin, obiettore di coscienza bielorusso e attivista del nostro partner Our House, esposto al rischio di espulsione dalla Lituania verso la Bielorussia. Nel nostro appello, riprendendo le parole della leader nonviolenta bielorussa Olga Karach, denunciavamo una condizione di sospensione dei diritti: permesso di soggiorno annullato, conto bancario congelato, impossibilità di lavorare e accesso limitato a servizi essenziali, con la prospettiva della deportazione e di una persecuzione penale gravissima in patria.

Durante la missione di pace a Vilnius (20-24 agosto 2025) del Movimento Nonviolento e della Scuola di Pace e Nonviolenza, abbiamo incontrato Siarhei presso la Peace House di Our House insieme ad altre persone in esilio, obiettori, disertori, attiviste e oppositori politici intrappolati tra burocrazie, centri, tribunali e decisioni amministrative opache. È stata per noi una ennesima prova sul campo del fatto che quando l’Europa non garantisce protezione e procedure eque a chi rifiuta la guerra, finisce per riprodurre un dispositivo di esclusione e intimidazione che colpisce proprio chi prova a spezzare la catena del militarismo.

Un caso di solidarietà internazionale

Lo scorso 26 febbraio Siarhei, insieme al suo legale e con il supporto di Our House, aveva presentato il rinnovo della richiesta di asilo politico all’autorità per le migrazioni della Lituania. Ma le cose non sono andate come speravamo. Siarhei è stato infatti immediatamente portato in uno dei “campi rifugiati” dell’autorità migratoria, tenuto in una stanza chiusa a chiave: le porte non potevano essere aperte dall’interno, le finestre erano sbarrate ed era trattenuto da solo. Il telefono e tutti i mezzi di comunicazione gli erano stati confiscati, il che significava che non avevamo contatti con lui e non conoscevamo le sue condizioni.

Dopo due giorni di detenzione Siarhei è stato rilasciato a seguito di una decisione del tribunale. L’udienza si è svolta a porte chiuse, con la presenza del solo Siarhei e del suo avvocato. L’ufficio migrazione ha tentato più volte di distorcere o presentare in modo fuorviante elementi di fatto, ma la difesa legale è stata determinante per evidenziare incongruenze e ottenerne la liberazione.

Anche i dettagli logistici raccontano la materialità di questi casi: il centro si trova a decine di chilometri da Vilnius e, a tarda sera, senza trasporti pubblici disponibili, è stato necessario andare a prenderlo di persona. Siarhei ha inoltre riferito un comportamento corretto da parte del personale di sorveglianza del centro, fino a gesti di congratulazione dopo la decisione.

Questo passaggio è importante anche per un altro motivo: la liberazione è maturata in un contesto di pressione pubblica e istituzionale, con attivisti in Germania che hanno sollevato il caso presso membri del Bundestag. La combinazione tra attenzione politica e lavoro legale ha prodotto un risultato immediato.

Siarhei Nikitsin con Olga Karach

Cosa cambia e cosa resta aperto

Il rilascio non chiude però la vicenda: la comunicazione ricevuta indica che lo status legale di Siarhei è regolarizzato “per ora”, fino alla decisione finale sulla richiesta d’asilo. Non è più in pericolo di deportazione immediata e può rimanere legalmente in Lituania nei prossimi mesi, durante la revisione del caso.

Il prossimo obiettivo dichiarato da Our House è ottenere asilo politico, o almeno una forma di residenza umanitaria, come già avvenuto per altri obiettori bielorussi seguiti in Lituania. Siarhei non è “un caso individuale” da archiviare: è un test su cosa significhi, oggi, difendere il diritto all’obiezione e alla nonviolenza in un’Europa che, troppo spesso, tratta gli obiettori come profughi indesiderati..

In arrivo un fumetto su Siarhei, disegnato da Robin Esto

A questo lavoro vogliamo affiancare sempre più anche strumenti di racconto e sensibilizzazione: la Campagna è pronta a pubblicare un fumetto sulla storia di Siarhei, realizzato da Robin Esto, dopo il grande successo ottenuto con L’impatto di un’idea (people 2026). Un fumetto non sostituisce l’azione politica e legale, ma la rende accessibile, condivisibile, capace di raggiungere persone che altrimenti resterebbero fuori dalla discussione.

Anteprima della copertina del fumetto

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I fondi della Campagna sono destinati alla difesa legale di obiettori e disertori, al loro sostentamento quando sono privi di un lavoro, e alle missioni di pace e solidarietà.

Puoi contribuire con un versamento: IBAN IT35 U 07601 117000000 18745455, intestato al Movimento Nonviolento, causale “Campagna Obiezione alla guerra, obiettori bielorussi”.

A cura della Campagna di Obiezione alla guerra

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