
In memoria di Rudi Friedrich: una vita in difesa degli obiettori di coscienza
Pubblicato il 18 Luglio 2025
A nome dell’Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO) e del Movimento Nonviolento, esprimiamo il nostro più profondo cordoglio per la scomparsa di Rudi Friedrich.
Rudi è stato un instancabile difensore dei diritti degli obiettori di coscienza e dei disertori in tutto il mondo. Attraverso il suo impegno in Connection e.V., ha sostenuto con coraggio e rigore chi si è opposto al militarismo e alla guerra, offrendo sostegno, visibilità e solidarietà. Il suo ruolo è stato fondamentale nel costruire reti di collaborazione tra organizzazioni in tutta Europa, specialmente nei momenti di crisi.
EBCO e il Movimento Nonviolento hanno avuto l’onore di collaborare strettamente con Rudi nell’ambito della Campagna internazionale Obiezione alla guerra, avviata in risposta alla guerra in Ucraina. La sua dedizione alla solidarietà transnazionale, alla protezione giuridica e al riconoscimento politico degli obiettori provenienti da Russia, Bielorussia e Ucraina ha rappresentato un punto di riferimento essenziale, sia sul piano operativo che etico.
La sua scomparsa rappresenta una perdita enorme per la comunità internazionale dei difensori dei diritti umani e della pace. Ne onoriamo l’eredità, la coerenza e l’umanità che ha saputo incarnare in ogni battaglia che ha intrapreso.
Ci stringiamo con rispetto e gratitudine alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutte le persone che hanno condiviso il suo lavoro. Continueremo il suo impegno con la stessa determinazione che lui ha saputo trasmettere a tanti di noi.
EBCO – European Bureau for Conscientious Objection
Movimento Nonviolento
Qui il comunicato ufficiale di Connection E.V.
Il cordoglio della War Resisters’ International
Alcune testimonianze dal movimento pacifista internazionale
Merve Arkun, associazione obiettori turchi:
Mi sento fortunata ad aver avuto l’opportunità di percorrere lo stesso cammino con lui per quasi dieci anni. È stato un instancabile attivista contro la guerra, un compagno sempre incoraggiante e fonte d’ispirazione. Rudi ha dato un contributo indimenticabile alle campagne che abbiamo organizzato a sostegno degli obiettori di coscienza in Turchia dagli anni ’90 fino a oggi. Ci ha dato forza e coraggio con la sua solidarietà, facendoci credere che sia possibile superare ogni sfida che affrontiamo. La sua energia ispiratrice sarà sempre con noi nella lotta non solo contro la coscrizione, ma anche contro il militarismo.
Per tutte e tutti noi è una perdita enorme. Lo ricorderò sempre per il suo sostegno, la sua preziosa solidarietà e la sua gentilezza in ogni circostanza.
Olga Karach, bielorussia:
Addio, Rudi. E grazie — per essere stato al nostro fianco quando pochi osavano farlo.
Quando è iniziata la guerra in Ucraina, ci siamo trovate davanti a una scelta morale impossibile — una scelta che non lasciava spazio all’esitazione. Come difensore dei diritti umani in Bielorussia, abbiamo deciso di agire. Abbiamo scelto, senza conoscerne il prezzo, di fare tutto ciò che era in nostro potere per impedire all’esercito bielorusso di unirsi alla guerra di Putin. Sapevamo solo questo: che la guerra non era la nostra strada, e che ogni uomo bielorusso ha il diritto di dire No alla violenza, No alle armi, No a diventare strumento di distruzione nella guerra.
All’epoca, devo confessarlo, non avevo mai sentito parlare di “obiezione di coscienza” come concetto legato ai diritti umani o alla politica. Non avevo mai riflettuto sui diritti degli uomini. Sono una femminista. Tutto il mio lavoro, fino ad allora, era stato dedicato alla protezione di donne e bambini. Difendere il diritto degli uomini bielorussi a rifiutare il servizio militare — quella era una strada del tutto nuova, estranea per me.
E quella strada si è rivelata più ripida e insidiosa di quanto avessi mai potuto immaginare.
Non solo abbiamo affrontato l’ostilità prevedibile del regime bielorusso e dei suoi alleati — ci siamo scontrate anche con resistenze inaspettate da parte di governi che affermano di difendere i diritti umani. Perfino in Lituania, dove vivo in esilio, la nostra campagna è stata spesso fraintesa, minimizzata o attaccata.
Eppure, all’inizio, quando questa lotta era ancora giovane e incerta, c’era una persona che ci è stata accanto — in silenzio, ma con fermezza.
Quella persona era Rudi Friedrich.
Rudi non alzava la voce, non cercava di imporsi nella conversazione. Non ci faceva lezioni. Ascoltava — e poi, con un sorriso calmo e caloroso, diceva qualcosa che non dimenticherò mai:
«Anche i bielorussi hanno il diritto di non andare in guerra.
Non solo i russi. Non solo gli ucraini. Anche i bielorussi.»
Quella frase — così semplice, eppure così radicale — ci ha dato la forza per andare avanti. In un mondo in cui i confini si tracciano con il sangue e i princìpi spesso crollano sotto la pressione, Rudi ci ha dato un motivo per credere che la pace non è un’ingenuità, ma una necessità — e che resistere, anche in silenzio, conta.
La sua spalla, in senso sia metaforico che letterale, è stata il sostegno su cui mi sono appoggiata più volte di quante riesca a ricordare. Forte, stabile, sempre presente — a qualsiasi ora, in ogni momento di disperazione.
Ora quella spalla non c’è più.
E mi ritrovo a piangere, non solo per la perdita di un amico, ma per il peso di tutto ciò che dobbiamo ancora portare — ora senza di lui.
Non riesco a credere che da oggi in poi tutte le nostre conversazioni, i momenti condivisi, le risate, la determinazione silenziosa — esisteranno solo nella memoria.
Ora è parte della storia.
Ma noi — coloro che restano — andremo avanti.
Continueremo questo lavoro, per quanto difficile, per quanto solitario possa sembrare. Continueremo a lottare per i diritti degli uomini bielorussi che rifiutano di uccidere — e per un futuro in cui la pace non venga trattata come un crimine.
Riposa in pace, caro Rudi.
Sarai sempre con noi — in ogni parola che pronunciamo, in ogni uomo che aiutiamo, in ogni “No” che riecheggia contro la follia della guerra.
Unione dei Pacifisti francesi: La nostra organizzazione, Union Pacifiste de France, si unisce al dolore di tutte le compagne e i compagni impegnati nella lotta per la pace e il disarmo, in particolare per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare. Rudi è stato per tutta la vita un convinto sostenitore di questo diritto umano. Lo avevamo incontrato e avevamo apprezzato profondamente i suoi preziosi contributi, anche nei congressi della WRI. La sua scomparsa non ci impedirà di continuare a lottare per una maggiore efficacia e risultati concreti nella costruzione di una cultura di pace in tutto il mondo. Sentiamo e continueremo a sentire una solidarietà assoluta e una determinazione incrollabile nel perseguire questo ideale.














