Su uno dei ponti di Hiroshima c’è un uomo che canta e pizzica le corde di uno strumento. Guardatelo. Dove vi aspettate di trovare il volto, non troverete il volto, ma una cortina: perché non ha più volto. Dove vi aspettate di trovare la mano, non troverete una mano, ma un artiglio d’acciaio: perché non ha più mano. Finché non riusciremo a raggiungere lo scopo per cui ci siamo radunati qui, e non avremo esorcizzato il pericolo che, alla sua prima manifestazione ha portato via duecentomila uomini, quell’automa sarà su quel ponte e canterà la sua canzone. E finché sarà su quel ponte, sarà su tutti i ponti che conducono al nostro futuro comune. Come atto d’accusa, e come messaggero. Riscattiamo quell’uomo dal suo ufficio. Facciamo quanto occorre perché sia possibile dirgli: “Non sei più necessario: puoi lasciare il tuo posto” (Günther Anders. Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasak. 1961)
Verona: giovedì 6 agosto 2020 ore 20,30 alla Fontana dell'Arsenale
Comunicato stampa di Rete Italiana per il Disarmo e Senzatomica: E’ necessario cambiare rotta per eliminare per sempre il rischio di distruzione nucleare. Basta formule geopolitiche ed equilibri strategici: ripartiamo dalla nostra umanità e dalla volontà delle persone. L’Italia abbia il coraggio di un passo storico.
Care e cari, mentre si avvicina il 75esimo anniversario delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, Pax Christi International ha lanciato una campagna. “La cosiddetta ‘sicurezza’ offerta [...]
L’esportazione di armi italiane cresce in maniera decisa: negli ultimi 5 anni 44 miliardi di euro di autorizzazioni, pari a quelle dei 15 anni precedenti (il 45% del totale di tre decenni). Kuwait, Qatar, Regno Unito e Germania in testa alla classifica dell’ultimo lustro, con gli stessi Paesi ai vertici in termini complessivi.
di Francesco Spagnolo L’uccisione di George Floyd, l’uomo afroamericano morto durante un arresto violento da parte di un agente di polizia di Minneapolis (Minnesota), ha aperto negli Stati [...]
in mancanza di un passaggio parlamentare (come previsto dalla legge) si potrebbero configurare azioni legali
Il sostegno del Presidente del Movimento Nonviolento alla mobilitazione social lanciata da Rete Italiana per il Disarmo, Rete della Pace ed Ammesty International contro l’ipotesi di vendita [...]
Si chiama Repubblica Italiana, è nata il 2 giugno del 1946, in un'urna elettorale, figlia della Resistenza e del Referendum. Democratica, unitaria, parlamentare, ha superato i traumi della dittatura e della guerra e ha poi partorito la Costituzione.
In occasione e in preparazione della Festa della Repubblica, e della sua Costituzione che ripudia la guerra, le sei Reti promotrici della Campagna “Un’altra difesa è possibile” (Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi Civili di Pace) rilanciano la mobilitazione con una richiesta diretta a Camera e Senato.
Il 2 giugno ricorda non solo la nascita della Repubblica, ma anche l’elezione dell’Assemblea che scrisse la Costituzione italiana, la Carta fondante del nuovo Stato repubblicano, per la quale i Costituenti scelsero, come diceva Tullio De Mauro, “le parole più trasparenti”, affinché – in un un Paese appena uscito dalla guerra, che contava un numero elevato di analfabeti – il loro significato fosse comprensibile da tutti, senza alcuna ambiguità.
L’appuntamento è per lunedì 1 giugno alle ore 11:00 con una conferenza stampa video in cui verrà presentate la nuova proposta di azione e la nuova fase di mobilitazione della Campagna "Un'altra difesa è possibile"
La buona notizia è che non ci sarà la parata militare. Finalmente. La cattiva notizia è che non potranno sfilare nemmeno i civili. Purtroppo. Ma noi vogliamo festeggiare comunque il 2 giugno, compleanno della Repubblica.
Nonostante da luglio 2019 sia attiva la sospensione delle vendite di bombe d’aereo e missili verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il coinvolgimento nel conflitto in Yemen, lo scorso anno sono state rilasciate nuove autorizzazioni per quasi 200 milioni di euro e le consegne definitive certificate dalle Dogane hanno raggiunto i 190 milioni di euro verso i due Paesi. Circa 95 milioni di euro consegnati agli altri membri della coalizione a guida saudita. Quasi 25 milioni di euro di controvalore per centinaia di bombe sono stati sicuramente esportati da RWM Italia verso l’Arabia Saudita.
Rete Italiana per il Disarmo: Due sistemi militari su tre sono destinati a Paesi non UE e non NATO. Armi per oltre 446 milioni anche al regime autoritario del Turkmenistan, mentre le consegne definitive fatturate si attestano sui 2,9 miliardi.
Le proposte della società civile internazionale per spostare risorse da costi armati (riducendo la spesa del 10%) a investimenti sociali. In Italia Rete Disarmo, Rete della Pace e Sbilanciamoci chiedono la moratoria di un anno sull’acquisto di nuovi armamenti.
…è la festa della Liberazione dalla guerra e dalla dittatura fascista, è la festa nazionale della Repubblica Italiana, è il compleanno della nostra democrazia, la nascita della pace nazionale.
Il messaggio antimilitarista di pace e Nonviolenza di Movimento nonviolento ed European Bureau for coscientious objection to military service (EBCO)
Comunicato del MIR Italia
I dieci errori di un paradigma sbagliato.



















