Campagna “Un’altra difesa è possibile”. Non c’è più tempo. Ora o mai più.

Pubblicato il 8 Agosto 2026

Mao Valpiana

Campagna “Un’altra difesa è possibile”. Non c’è più tempo. Ora o mai più.

Manca poco più un mese, e mancano poco meno di 30.000 firme. La raccolta non sta andando come dovrebbe. Associazioni nazionali e gruppi locali si stanno impegnando al massimo, ma il risultato non si vede ancora. C’è bisogno di uno sprint finale per tagliare il traguardo. Non possiamo permetterci di fallire, e quindi dobbiamo riuscire a mettere in campo tutte le energie e le risorse che possiamo ancora mobilitare. Ognuno faccia quel che può, e di più, per aggiungere firme.

La Difesa civile non armata e nonviolenta è il nostro programma costruttivo, la nostra aggiunta nonviolenta, la nostra proposta politica. Con la Legge di iniziativa popolare immettiamo nel dibattito pubblico la nostra visione di difesa del Paese. Una difesa costituzionale che ripudia la guerra invece che prepararla. La discussione, dunque, non è se difendersi, ma come farlo: la Difesa civile non armata e nonviolenta è una possibilità, senza la quale saremmo condannati a continuare a preparare la guerra con il riarmo in atto, in aumento progressivo e costante, dicendo di ripudiarla. Qui non è in discussione l’abolizione dell’esercito, ma uno spostamento di fondi dalla difesa armata alla difesa civile: si tratta anche di spendere meglio.

La nostra è una proposta realistica, che tiene conto dell’attuale assetto istituzionale. Oggi viene finanziato solo un tipo di difesa (armata), mentre noi chiediamo pari dignità per un’altra difesa (nonviolenta): unico modo per dare piena attuazione all’articolo 52 della Costituzione, compatibile con l’articolo 11: una difesa che ripudia la guerra. Questa visione non è affatto in contrasto con la nostra posizione ideale e il nostro obiettivo ultimo, che è e resta quello del disarmo unilaterale. Il Movimento Nonviolento viene dalla tradizione di Aldo Capitini, Pietro Pinna, Alexander Langer, ed ha la maturità per saper coniugare la tensione ideale (il disarmo unilaterale, che inizia qui ed ora con il disarmo personale) con il realismo politico (la Difesa civile non armata e nonviolenta, che in una prima fase deve convivere con la difesa armata). Qualcuno ha criticato l’impianto della proposta di Legge, poiché sarebbe “complementare” alla difesa militare e non “alternativa”. Paradossale: la Difesa civile si deve difendere dagli attacchi fondamentalisti. La nostra non vuole essere una mera testimonianza dura e pura, un’affermazione di principio che resta nel libro dei sogni, ma ha l’ambizione di essere una proposta che possa essere approvata e che contribuisca in senso disarmista alla riforma del sistema nazionale di difesa. Ritengo che la Legge “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta” debba essere discussa alle Camere insieme al ddl Crosetto, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, sul “rafforzamento e adeguamento delle capacità di difesa nazionale”, approdando sullo stesso tavolo della Commissione Difesa: due visioni di difesa che finalmente si confrontano. Anche per questo dobbiamo riuscire a presentarla in tempi brevi, per incardinarla in questo iter parlamentare.

In questo senso l’appello va anche alle forze politiche che intendono schierarsi nel campo della “pace”; penso che Pd, 5 Stelle, Avs, e altri che possono aggiungersi, dovrebbero fare propria la nostra proposta (a partire da in impegno diretto nella raccolta firme) e mettere la Difesa Civile non armata e nonviolenta tra le priorità di questo fine legislatura, e in cima al programma elettorale per l’anno prossimo. Se “campo largo” ci deve essere, cha sia il campo largo della pace, contrapposto ai partiti che hanno scelto il bellicismo come fronte del riarmo e preparazione della guerra. Lo spartiacque è questo: armi da una parte, difesa nonviolenta dall’altra, non destra e sinistra.
È l’ultima occasione. Bisogna agire ora.
Dopo decenni di allarmi inascoltati, stiamo arrivando vicini al punto di non ritorno, superato il quale la crisi del pianeta sarà inarrestabile, con conseguenze imprevedibili. Conflitti armati, guerre ibride, surriscaldamento, emergenze umanitarie, non aspettano.

La nostra è una piccola proposta, ma a volte dalle piccole cose possono venire cambiamenti epocali.

E in ogni caso, è quello che abbiamo saputo fare con le forze a disposizione. Firmate!

Mao Valpiana, Presidente del Movimento Nonviolento

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