
Verona: Chiamata alla Pace per ripudiare la guerra
Pubblicato il 27 Maggio 2026
Redazione
Fiaccolata per le vie della città
28 maggio 2026
ore 20:30 – 22:30
Verona, capitale di pace, rappresenta un’esperienza pilota di “pacifismo istituzionale”. Il Comune e la Diocesi, insieme, hanno convocato una fiaccolata per giovedì 28 maggio. Simbolicamente la partenza sarà dal Municipio, in piazza Bra, e la conclusione alla Cattedrale, in piazza Duomo.
Dal luogo della laicità al luogo della spiritualità. Attraverso le vie e i ponti della città, il corteo/processione vedrà la partecipazione, in apertura e chiusura, del Sindaco Damiano Tommasi e del Vescovo Domenico Pompili.
La Fiaccolata è un momento di unione, nel nome e nel valore comune della Pace. Credenti e non credenti, fedeli di diverse religioni e confessioni, laici non religiosi: tutti insieme per dare corpo alla Verona città di pace e ponte di dialogo.
Nel difficile momento storico che stiamo vivendo, le città sono l’obbiettivo privilegiato di missili, razzi, bombe, droni (sta accadendo a Kiev, a Beirut, a Teheran, a Gaza, a Damasco, a Kabul, a Goma); i civili sono le vittime designate delle guerre in corso; ma le città possono essere anche i luoghi della convivenza, della pace che cresce dal basso.
La guerra la fanno gli eserciti; la pace la costruiscono i popoli.
La pace di cui abbiamo assolutamente bisogno oggi, non è una pace astratta, ma è una pace concreta che sappia ripudiare e prevenire la guerra. È dal combinato disposto degli articoli 11 (ripudio della guerra) e 52 (difesa della patria) della Costituzione che traiamo l’indicazione per il lavoro di costruzione della pace: difendersi preparando la pace.
L’introduzione della difesa civile, non armata e nonviolenta nell’ordinamento giuridico italiano aprirebbe nuovi scenari nella concezione della sicurezza che rifiuta il modello aggressivo basato in modo esclusivo su possesso e impiego delle armi. È quello che dice chiaramente Papa Leone: “Non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”. C’è bisogno di un’altra difesa, che non prepari la guerra con nuove armi e più spese militari, ma che sia elemento costitutivo per la prevenzione dei conflitti, la tutela dei diritti umani, la promozione della pace. La Difesa civile non armata e nonviolenta (che è al centro della proposta di legge di iniziativa popolare presentata dalle associazioni pacifiste) è la nostra risposta alla richiesta di pace che proviene dalle persone di buona volontà.















