Abbiamo scelto la data del 21 settembre 2020 (Giornata internazionale della Pace) per annunciare la nascita di Rete Italiana Pace e Disarmo, una nuova Rete organizzata nella quale confluiscono la Rete della Pace (fondata nel 2014) e la Rete Italiana Disarmo (fondata nel 2004).
Iniziativa della Scuola di Pace di Senigallia in memoria di Willy Monteiro Duarte
Comunicato Stampa di OpalBrescia, CampagnaMine e ReteDisarmo
Il cuore, la pace, la forza. Sono i simboli scelti dall’opposizione bielorussa guidata da tre donne: la candidata Svetlana Tikhanovskaya, 38 anni, moglie dell’oppositore Serghiei Tikhanovsky detenuto per il suo impegno politico, Veronika Tsepkalo, moglie dell’oppositore Valery Tsepkalo, e Maria Kolesnikova, responsabile della campagna elettorale di un altro ancora, Viktor Babaryko.
Dalla lettera di Radio3 Mondo apprendo di un articolo del Guardian, “I suprematisti bianchi e le milizie si sono infiltrati nella polizia negli Stati Uniti”. La cosa evidentemente ci interessa non poco.
Nigrizia e la Commissione giustizia e pace dei missionari comboniani sono tra i primi firmatari di una mobilitazione per dire no ai continui massacri di migranti nel Mediterraneo
SLAPP, l’acronimo di Strategic Lawsuit Against Public Participation, richiama il termine inglese “slap“, cioè prendere a ceffoni. Letteralmente significa causa strategica contro la partecipazione pubblica. Una [...]
Su uno dei ponti di Hiroshima c’è un uomo che canta e pizzica le corde di uno strumento. Guardatelo. Dove vi aspettate di trovare il volto, non troverete il volto, ma una cortina: perché non ha più volto. Dove vi aspettate di trovare la mano, non troverete una mano, ma un artiglio d’acciaio: perché non ha più mano. Finché non riusciremo a raggiungere lo scopo per cui ci siamo radunati qui, e non avremo esorcizzato il pericolo che, alla sua prima manifestazione ha portato via duecentomila uomini, quell’automa sarà su quel ponte e canterà la sua canzone. E finché sarà su quel ponte, sarà su tutti i ponti che conducono al nostro futuro comune. Come atto d’accusa, e come messaggero. Riscattiamo quell’uomo dal suo ufficio. Facciamo quanto occorre perché sia possibile dirgli: “Non sei più necessario: puoi lasciare il tuo posto” (Günther Anders. Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasak. 1961)
Verona: giovedì 6 agosto 2020 ore 20,30 alla Fontana dell'Arsenale
Comunicato stampa di Rete Italiana per il Disarmo e Senzatomica: E’ necessario cambiare rotta per eliminare per sempre il rischio di distruzione nucleare. Basta formule geopolitiche ed equilibri strategici: ripartiamo dalla nostra umanità e dalla volontà delle persone. L’Italia abbia il coraggio di un passo storico.
Non ci sono mai stati così tanti schiavi nel mondo. Un documentato articolo del Guardian lo scorso anno – si trova facilmente su Internazionale – snocciola cifre che dovrebbero far riflettere. Sono oltre 40 milioni – secondo le stime migliori – le persone ridotte, oggi, in schiavitù.
La nostra amica Nargess Mohammadi (iraniana, premio Langer nel 2009, a cui ritirarono il passaporto per impedirle di venire a Bolzano), è in carcere, ammalata, senza cure!
"Con la nonviolenza riconosciamo il diritto di tutti all’esistenza, con la non menzogna il diritto di tutti alla verità" - Aldo Capitini
L’esportazione di armi italiane cresce in maniera decisa: negli ultimi 5 anni 44 miliardi di euro di autorizzazioni, pari a quelle dei 15 anni precedenti (il 45% del totale di tre decenni). Kuwait, Qatar, Regno Unito e Germania in testa alla classifica dell’ultimo lustro, con gli stessi Paesi ai vertici in termini complessivi.
Circa 40 donne che sono state prime ministre, cape di Stato o parlamentari in diversi paesi del mondo, premi Nobel per la pace o dirigenti delle Nazioni Unite, hanno firmato un appello contro l’annessione a Israele dei territori occupati palestinesi. Per l’Italia c’è la firma di Luisa Morgantini, già Vice Presidente e Presidente della Commissione Sviluppo del Parlamento Europeo, attualmente Presidente di AssopacePalestina.
La Terra in prestito dai nostri figli. Le risposte di Alex Langer alle domande dei movimenti di oggi
Ho incontrato di persona e parlato una sola volta con Alex Langer, in un incontro pubblico svolto a Messina in occasione – se la memoria non m’inganna – delle campagna elettorale per le elezioni europee del 1989, nelle quali io votai per la prima volta per i Verdi e lui fu eletto al Parlamento europeo e successivamente alla presidenza del gruppo parlamentare del Sole che ride di Strasburgo.
Mercoledì 1 luglio una delegazione della società civile italiana ha incontrato alla Camera dei Deputati alcuni parlamentari facenti parte del neonato Intergruppo Parlamentare sulla Pace in Medio Oriente, della cui nascita ci rallegriamo.
Insieme per la giustizia e il rispetto dei diritti umani in Palestina. No all'annessione allo stato d'Israele dei territori Palestinesi occupati.
Mentre scrivo è la Giornata mondiale del rifugiato. Per la rubrica traduco dall’inglese un articolo di Sarah Hegazy, 28 anni, attivista omosessuale.
“Forse è giunto il momento di pensare a una forma di retribuzione universale di base che riconosca e dia dignità̀ ai nobili e insostituibili compiti che svolgete; un salario che sia in grado di garantire e realizzare quello slogan così umano e cristiano: nessun lavoratore senza diritti” ha scritto, a Pasqua, Papa Francesco ai movimenti popolari.

















