L’articolo* di Claudio Bellissai “La semantica della libertà: l’esempio del conflitto Sì vax – No vax” che abbiamo pubblicato qui il 31 agosto, ha aperto una discussione. Ovviamente il Movimento Nonviolento non ha una posizione ufficiale su aspetti che influiscono sulla sfera individuale, ma siamo interessati ai temi che toccano questioni decisive come la salute pubblica, la libertà individuale, la solidarietà, la medicina, la sanità, la cura, la convivenza civile.
Rappresentanti dell’European Bureau for Conscientious Objection (EBCO-BEOC) hanno partecipato sia di persona sia a distanza al secondo congresso mondiale di pace dell’IPB intitolato (Re) Imagine our World: [...]
Finché coloro che hanno il senso della complessità del mondo, della vita, dell’umanità, degli eventi saranno una piccola minoranza, il mondo andrà di male in peggio Edgar Morin [Twitter, 8 agosto 2021]
L’ultimo numero de Il Mulino è in gran parte dedicato a una domanda: Che succede a destra? È cosa che ci interessa, visto che a destra vanno le simpatie di molti italiani.
Di fronte al riemergere dello squadrismo eversivo, che nel nostro paese è già stato conosciuto tragicamente negli anni ‘20 e negli anni ‘70 del secolo scorso, facendo da preludio alla dittatura fascista e alla strategia delle tensione, è necessario reagire con la nonviolenza attiva.
Su sollecitazione di un bravo insegnante, che ha promosso una Settimana di laicità nella scuola, ho redatto un breve testo che è piaciuto ed è stato consegnato a ragazzi che ho incontrato, parlando di nonviolenza.
Tra le diverse dimensioni dell’esercizio diretto e indiretto della violenza, la più profonda e pervasiva è la violenza culturale, che genera l’immaginario simbolico e produce senso comune1.
La notizia di una donna trovata in stato confusionale, in Umbria, e arrestata con l’accusa di avere accoltellato il figlio di 2 anni che portava con sé, ci riporta al tema dei bambini morti per mano dei genitori. Non è raro come vorremmo credere: 21 nel 2017, 31 nel 2018.
La condanna di Mimmo Lucano pone molte questioni, chiama in gioco principi di legalità e umanità;
“Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne”. Eppure Gandhi è considerato, giustamente, il padre della nonviolenza moderna perché ne ha fatto un metodo di lotta politica contro le ingiustizie, per la libertà, la pace.
Sabato 25 settembre 2021 il Teatro Dante di Sansepolcro ha fatto da splendida cornice alla consegna alla nostra Rete Italiana Pace e Disarmo del Premio Nazionale Nonviolenza assegnato dall’Associazione Cultura della Pace (giunta al suo trentesimo anno di attività) che ha premiato anche l’esperienza di Rondine Cittadella della Pace.
“Giacomo Matteotti obiettore di coscienza” è un piccolo quaderno di Azione nonviolenta. I quaderni vogliono fornire “strumenti immediati ed agili di documentazione e di riflessione sugli aspetti più rilevanti del dibattito e dell’iniziativa nonviolenta in Italia e nel mondo”.
I 60 anni della prima Marcia storica di Aldo Capitini, da Perugia ad Assisi, vanno celebrati per conservare e trasmettere la memoria, e perché quella Marcia rappresentò una grande novità, fu a suo modo rivoluzionaria, uno spartiacque con un prima e un dopo (prima il pacifismo di partito, dopo il pacifismo nonviolento); quella Marcia diede anche un frutto fortemente voluto da Capitini stesso: la nascita del Movimento Nonviolento.
L'articolo* di Claudio Bellissai "La semantica della libertà: l'esempio del conflitto Sì vax - No vax" che abbiamo pubblicato qui il 31 agosto, ha aperto una discussione. Ovviamente il Movimento Nonviolento non ha una posizione ufficiale su aspetti che influiscono sulla sfera individuale, ma siamo interessati ai temi che toccano questioni decisive come la salute pubblica, la libertà individuale, la solidarietà, la medicina, la sanità, la cura, la convivenza civile.
Il susseguirsi di femminicidi delle ultime settimane interroga ciascuno di noi su cosa si sarebbe potuto fare per evitarli e quale intervento siamo collettivamente in grado di mettere in campo per impedire altre morti.
La ricorrenza del primo compleanno della Rete Italiana Pace e Disarmo (nata dalla convergenza di Rete Disarmo e Rete della Pace) si celebra in occasione della Giornata Internazionale della Pace voluta dalle Nazioni Unite.
Il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha scritto oggi una bella pagina nella lunga storia di impegno per la pace di questa città, votando a maggioranza la mozione che impegna il Consiglio comunale, il Sindaco, la Giunta ed il Presidente del Consiglio comunale ad un’azione concreta per il disarmo nucleare.
Nell’ambito della Assemblea nazionale Rete Italiana Pace e Disarmo 2021
Maria, la famiglia e i cristiani nonviolenti Sto ricaricando l’auto prima di ripartire per Faenza quando sento Rosellina che si affaccia sul balcone per chiamarmi su in [...]
Ovunque leggo della necessità di un esercito europeo. Le vicende dell’Afghanistan hanno, sembra, convinto tutti: giornalisti, generali, politologi, politici di ogni parte.




















