Comunicato stampa IRIAD - Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo. Le spese militari mondiali, secondo i dati SIPRI, sono andate crescendo continuamente arrivando nel 2018 a 1.822 miliardi di dollari, con un aumento del 2,6% rispetto al 2017 e del 5,4% rispetto al 2009.
A Monaco alla Conferenza sulla sicurezza, 14-16 febbraio, gli esperti hanno selezionato 10 conflitti da fermare: la guerra infinita in Afghanistan, dove talebani e statunitensi, noti per il loro pacifismo, hanno ripreso a incontrarsi; lo Yemen, bombardato, affamato e pure in preda al colera; in Etiopia si festeggia il premio Nobel per la pace al Presidente con sanguinosi scontri tra gruppi etnici - Oromo e Amharen - che assieme sono i due terzi della popolazione; in Burkina Faso agricoltori e pastori, in miseria crescente, continuano nei loro scontri, mentre si afferma l’islam più feroce; in Libia non c’è pace dal dopo Gheddafi e la guerra per il dominio prosegue, con sostegno differenziato da parte dei paesi europei ai contendenti; l’Iran dopo l’assassinio di Soleiman ha colpito basi Usa in Iraq; la Corea del Nord non pensa al disarmo nucleare e cerca missili più potenti; il Kashmir è al centro dello scontro tra due potenze nucleari India e Pakistan, rette da bellicosi regimi; in Venezuela le istituzioni, e la popolazione, sono al collasso nello scontro tra due Presidenti, Maduro e Guaidó; per l’Ucraina, in Europa dunque, Putin e Selensky parlano di disgelo, mentre almeno 13 mila persone sono state uccise nel conflitto.
In questo nostro tempo intossicato mi pare ci sia qualcosa di cui non siamo ancora stanchi. Qualcosa che, anzi, in molti ricerchiamo, gustiamo e moltiplichiamo come antidoto al malessere diffuso che tutti ci attraversa. Parlo del valore delle testimonianze e ultimamente, mi pare, è frequente che ci vengano portate da donne.
L’ultimo numero di una città – piaceva a Langer e piace a me – si apre con una citazione di Nicola Chiaromonte da La situazione di massa e i valori nobili, Tempo Presente, aprile 1956. Inizia così: “Ora, nella misura in cui l’esperienza che l’individuo ha della sua esistenza sociale è un’esperienza di non-verità e di atti non-liberi, egli non cerca la verità: vuole idee bell’e pronte, prontamente rassicuranti, così pure, egli chiede non la libertà, ma l’organizzazione di una forza capace di assicurare la soddisfazione dei suoi bisogni”.
I fondatori responsabili delle "sardine" vanno in gita alla Fabrica (Treviso) dei Benetton per un incontro con Oliviero Toscani su "innovazione e comunicazione politica". Fino a qui niente da dire, tutto normale. Ognuno è libero di incontrarsi con chi vuole.
Una città sicura è una città senza armi (riceviamo e pubblichiamo da Operazione Colomba)
Leggo che il nord est del Congo è un inferno di dolore. Lo scrive nei giorni scorsi sull’Osservatore romano Giulio Albanese, giornalista e comboniano ben informato sui fatti. Ebola e ferocissime milizie martirizzano la popolazione.
Apprendo che il signor Casaleggio fa causa a L’INCONTRO, il giornale fondato nel 1949 da Bruno Segre, che lo ha diretto, realizzato e curato fino alla fine del 2018 quando, compiuti felicemente i cento anni, ha deciso la chiusura per «raggiunti limiti di età».
L'Amministratore Unico di un'azienda privata che è anche la proprietaria di un moVimento che ha un Capo Politico nominato e non eletto, ha fatto causa alla rivista L'Incontro, fondata dall'avvocato antifascista e antimilitarista Bruno Segre.
Ho ritrovato uno scritto di anni fa. Non so quanti. Vedo che è .doc e non .docx, come da tempo. Lo propongo con un’aggiunta, per ora finale.
“Lei prima ha raccontato come è arrivato in Italia e volevo dirle che la ammiro un sacco, io non ce l’avrei mai fatta”. “Anche io l’avrei detto. Sai quando ce la fai? Quando ti capita”.
L’annuncio del Ministro della Difesa Guerini alle Commissioni parlamentari di passaggio alla ‘Fase 2’ nel programma di acquisizione degli F-35 è gravissimo: la Campagna “Taglia le ali alle armi” esprime tutta la propria contrarietà rispetto alla decisione presa.
Intorno al 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ovunque in Italia si tengono iniziative di sensibilizzazione.
Con il pensiero strabico ai diritti dei bambini e alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, mi viene spontaneo riprendere gli appunti di qualche giorno fa.
C’era una volta una rivista, “Sicurezza e territorio”. Uscì tra il 1992 e il 1994. A realizzarla era un bel gruppo di studiosi impegnati a tradurre in concrete azioni loro ricerche e riflessioni.
A Ravalle, una frazioncina del comune di Ferrara si annuncia il possibile arrivo di 35 richiedenti asilo. Immediate le proteste e l’appello alla lotta, fino alle barricate.
Bobby Duffy – un nome da personaggio di cartone animato – è Professor of Public Policy e direttore del Policy Institute del King's College di Londra già direttore dell’Ipsos, l’istituto/azienda leader in sondaggi e ricerche.
La tragica vicenda della guerra turca ai curdi porta alla ribalta, per l’ennesima volta, nodi irrisolti del nostro tempo legati alla normalità della guerra, all’assuefazione che abbiamo [...]
Il Movimento Nonviolento interviene sull'attacco turco nei confronti della popolazione curda
La Ong italiana impegnata nel Nord Est Siria dal 2015 condanna l’attacco turco e fa appello al Governo italiano perché si adoperi immediatamente. Lo staff dal campo: “Situazione grave dalle conseguenze imprevedibili”.












